Discriminazioni di genere, dal Patto per l'Abruzzo una legge per l'autodeterminazione
L'opposizione: "si approvi subito perché l'Abruzzo compia un passo decisivo nella tutela dei diritti della persona"
- La Redazione
PESCARA - Contrasto alle discriminazioni in maniera concreta e trasversale. Percorsi di formazione, sensibilizzazione e prevenzione. Strumenti di sostegno alle vittime di discriminazione e violenza, sportelli dedicati e “rifugi arcobaleno”. Ma anche un Osservatorio regionale per monitorare il fenomeno e promuovere iniziative finalizzate a costruire una cultura del rispetto delle differenze e della dignità delle persone nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nello sport, nella cultura e nei servizi socio-sanitari. È questo il cuore della proposta di legge del Patto per l’Abruzzo, “Norme per il diritto all’autodeterminazione, contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”, che vede come prima firmataria la consigliera M5S, Erika Alessandrini, e sottoscritta da tutti i Consiglieri regionali di opposizione.
I contenuti della Proposta di legge sono stati illustrati questa mattina in una conferenza stampa a cui hanno preso parte la prima firmataria Erika Alessandrini (M5S), Luciano D’Amico Capogruppo di opposizione, Francesco Taglieri Capogruppo M5S, Renato Di Nicola in rappresentanza dell’Associazione Jonathan- diritti in movimento e Leonardo Quaglia dei Giovani Democratici.
“La norma - spiegano – è nata dall’ascolto delle associazioni, dei professionisti, degli operatori sociali e delle persone che ogni giorno si confrontano con discriminazioni, pregiudizi e violenze. Colma un vuoto normativo non più accettabile e assegna alla Regione un ruolo attivo nella prevenzione delle discriminazioni e nel sostegno alle vittime. L’Abruzzo purtroppo registra uno dei più alti rapporti tra episodi di violenza e discriminazione ai danni delle persone LGBTQIA+ e popolazione residente. Solo nell’ultimo anno sono stati riportati dalla stampa quattordici episodi, tra aggressioni e discriminazioni, un dato che diventa ancora più preoccupante se si considera il sommerso di chi non denuncia per paura o isolamento".
"Non siamo, quindi, di fronte a un tema marginale o a una battaglia identitaria di pochi - sottolineano ancora i consiglieri di opposizione -. Questo è un problema reale che riguarda la vita di tante persone, che troppo spesso incontrano ostacoli nell’accesso ai servizi, subiscono discriminazioni sul lavoro, vivono episodi di bullismo o vengono lasciati soli davanti a situazioni di violenza. Una Regione moderna non può ignorare queste realtà. Per questo abbiamo scritto una norma ascoltando le indicazioni, le proposte e le necessità del territorio, con il fine di dotare la Regione Abruzzo di una legge all’avanguardia, che sia rispondente alle reali esigenze delle comunità e non sia un mero atto di bandiera. È una legge equilibrata, concreta e coerente con i principi costituzionali di uguaglianza e pari dignità sociale".
"Purtroppo la proposta è depositata da mesi in Consiglio – affermano - ma non è stata ancora calendarizzata per la discussione. All’inizio di giugno, mese storicamente dedicato al Pride e alle battaglie per l’uguaglianza e il riconoscimento dei diritti della comunità LGBTQIA+, vogliamo ribadire la necessità di avviare l’iter di approvazione della legge per giungere il più presto possibile alla sua attuazione. I diritti non possono restare bloccati in un cassetto. La qualità di un governo, anche regionale, si misura dalla capacità di riconoscere e proteggere ogni persona. Quando qualcuno viene discriminato per ciò che è, per come vive la propria identità o per chi ama, non è soltanto un diritto individuale a essere colpito, ma è l’intera comunità a diventare più fragile. Il nostro compito di legislatori è dare voce anche a chi troppo spesso non viene ascoltato. Come Patto per l'Abruzzo abbiamo fatto la nostra parte, depositando questa legge e costruendola insieme alle associazioni. Adesso chi governa la Regione scelga di affrontare questi temi e faccia compiere all’Abruzzo un passo in avanti nella direzione giusta", concludono i consiglieri di opposizione.