De Santis: "Dopo 40 anni L'Aquila ha finalmente un piano urbanistico tratturale"
Approvato dopo il parere favorevole della Soprintendenza. Il Piano disciplina gli 8 Km del Tratturo Magno L'Aquila–Foggia
- La Redazione
L'AQUILA - Il Consiglio comunale ha approvato in via definitiva il Piano Quadro Tratturi, lo strumento urbanistico che disciplina il tratto del Tratturo Magno L’Aquila–Foggia ricadente nel territorio comunale. Si tratta di circa 8 chilometri di tracciato, per una superficie complessiva di circa 80 ettari, che attraversa i territori di Sant’Elia, Bazzano, Paganica, Onna e San Gregorio.
"Finalmente ci siamo. Con il voto di oggi raggiungiamo il traguardo dell’approvazione definitiva di uno strumento atteso da decenni - dichiara l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis -. Il vincolo sui tratturi abruzzesi risale al 1983 e da allora si è sviluppato un percorso complesso, che oggi possiamo finalmente chiudere. Chi vive e lavora lungo il tracciato avrà regole più chiare per gli interventi sugli immobili, per la manutenzione e per le procedure di sdemanializzazione. Allo stesso tempo, le parti che hanno conservato le caratteristiche originarie del tratturo vengono tutelate e potranno essere valorizzate nell’ambito dei futuri percorsi di rigenerazione storico-culturale e turistica".
Il Piano è stato elaborato in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila, sulla base dell’accordo sottoscritto nel 2023. Il lavoro ha preso le mosse dalle fotografie aeree del 1982, dalle mappe catastali e da un puntuale censimento delle strutture presenti lungo il sedime del tratturo, con l’obiettivo di ricostruire l’effettiva consistenza del tracciato e distinguere le diverse situazioni esistenti.
Adottato dal Consiglio comunale nel giugno 2025, il Piano ha successivamente affrontato la fase delle osservazioni e l’esame in Conferenza dei servizi, conclusosi positivamente nel luglio scorso. È quindi arrivato il parere favorevole della Soprintendenza, cui si è aggiunto quello della Provincia, consentendo di completare l’iter amministrativo e arrivare all’approvazione definitiva.
Il Piano non introduce nuovi vincoli, ma definisce un quadro di riferimento più chiaro per la gestione del patrimonio tratturale. In particolare, distingue le aree già interessate da edificazioni precedenti al 1983, nelle quali continuano ad applicarsi le ordinarie disposizioni urbanistiche, da quelle che hanno invece conservato le caratteristiche originarie del tratturo, dove gli interventi dovranno essere compatibili con la conservazione del tracciato e non comprometterne in modo permanente l’identità. Resta fermo il ruolo della Soprintendenza, il cui parere è vincolante nelle situazioni previste dalla normativa.
"È il risultato di un lavoro di squadra che ha coinvolto gli uffici comunali, l’Università, la Soprintendenza e il Consiglio comunale - conclude De Santis -. A tutti va il mio ringraziamento per il lavoro svolto. Dopo decenni, oggi il Tratturo Magno ha un quadro urbanistico definito e un confine certo. Ora possiamo guardare al passo successivo: valorizzarlo e restituirlo alla sua funzione di percorso, facendone una risorsa per il turismo lento, per la memoria storica e per le comunità che attraversa".