DDL “Caccia Selvaggia”, 13 associazioni protestano a L'Aquila

Per il WWF il Disegno di Legge riduce le tutele ambientali per estendere periodi e zone di caccia

- La Redazione

DDL “Caccia Selvaggia”, 13 associazioni protestano a L'Aquila

L'AQUILA - Sabato 25 luglio 2026, in Piazza Regina Margherita a L’Aquila, si è svolto un sit-in contro il Disegno di Legge “Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, noto come DDL “Caccia Selvaggia”, approvato in Senato il 23 giugno, e ora in discussione alla Camera dei deputati.

Il sit-in, convocato dal WWF Abruzzo, ha visto l’adesione di 12 associazioni: Arci provincia L’Aquila (e il circolo cittadino di L'Aquila "Querencia"); CAI Abruzzo; Chieti Nuova 3 Febbraio; Coordinamento Associazioni Volontari Abruzzesi Animali e Ambiente (C.A.V.A.A.); Federazione nazionale Pro Natura; Guide del Borsacchio; Italia Nostra; Italicum Guardie Ambientali – Gruppo Roseto; Lega Italiana dei Diritti dell’Animale (LIDA) - Sezione di Teramo; Rewilding Apennines; Salviamo L’Orso; Tutela Animali Invisibili.

L’iniziativa è nata dalla volontà di contrastare una proposta di legge che, se fosse approvata, rappresenterebbe un colpo mortale alla fauna italiana e farebbe fare un passo indietro di oltre 30 anni alla tutela della biodiversità nel nostro Paese. Con questa riforma viene infatti ribaltata la concezione stessa del prelievo venatorio: da attività che va rigidamente regolamentata per ridurre i suoi inevitabili impatti sugli ecosistemi naturali, a principale forma di “regolazione” della biodiversità. I cacciatori diventano per legge “bioregolatori”, nonostante rappresentino un elemento di distruzione e disturbo per milioni di animali in ogni stagione venatoria.

Le criticità di questa “controriforma” sono numerosissime. Basti ricordare, a titolo di esempio, che essa prevede un aumento del numero di specie cacciabili e l’allungamento dei periodi di caccia per molte specie di uccelli, anche in fase migratoria, un momento molto delicato del loro ciclo vitale; prevede inoltre l’estensione della caccia alle aree demaniali forestali, aumentando ulteriormente il rischio di incidenti (ricordiamo che sono più di 200 le vittime e più di 600 i feriti legati alle attività di caccia negli ultimi 10 anni, fonte: www.vittimedellacaccia.org); si prevede un sistema per ridurre le aree protette e si agevola una pratica barbara come l’utilizzo di uccelli quali richiami vivi. Viene poi ridotto il ruolo di indirizzo tecnico e di controllo di ISPRA sui calendari venatori, con più possibilità per le regioni di derogare ai pareri dell’Istituto, e vengono al contrario introdotte dure sanzioni per chi attua forme di protesta, anche pacifiche, durante l’attività venatoria.

Contro questa proposta si sono espressi, oltre alle associazioni ambientaliste e animaliste nazionali, il mondo della scienza, con quattordici Società scientifiche nazionali apertamente critiche nei suoi confronti, e quello della cultura, oltre a tantissimi cittadini italiani contrari alla totale deregolamentazione della caccia.

È importante che anche a livello regionale e locale vi sia una forte pressione sui parlamentari che nei prossimi mesi dovranno pronunciarsi su questa proposta di legge. L’iniziativa di oggi rappresenta solo una delle tante azioni che porteranno allo stop di questo disegno di legge, a beneficio della Natura e della collettività.