"Dal Mare al Cielo. Vette e storie dell'appennino centrale" il nuovo libro di Stefano Ardito
Parte venerdì 30 a Sulmona il tour di presentazioni
- La Redazione
SULMONA - Venerdì 30 ottobre alle ore 18, presso la Comuniteca di Sulmona (Via Angeloni), partirà il tour di presentazionI del nuovo libro dello scrittore e giornalista Stefano Ardito, una delle firme italiane più autorevoli della letteratura e del giornalismo di montagna e di viaggio. Nono titolo della collana Duemilanovecentododici per i tipi editoriali di Ricerche&Redazioni, Dal mare al cielo. Vette e storie dell'Appennino centrale condensa, nelle sue 368 pagine riccamente illustrate, 34 avvincenti racconti dedicati alle cime più rappresentative della catena montuosa, tra storia, alpinismo, spiritualità, ambientalismo e letteratura.
L'evento, organizzato dalla Sezione CAI di Sulmona, reca il patrocinio del Comune di Sulmona, del Gruppo Regionale Abruzzo del CAI e del Comitato Scientifico CAI Abruzzo.
Dopo il saluto del presidente del CAI Abruzzo, Francesco Sulpizio, e del presidente della locale Sezione del CAI, Nino Restaino, introdotti da Maria Pia Lamberti del Gruppo Cultura del CAI Sulmona, dialogheranno l'autore Stefano Ardito e il giornalista Patrizio Iavarone della testata «il Germe».
A seguire, molto altri incontri in programma, tra i quali – entro l’anno – Pizzoli (31 ott.), Terni (3 nov.), L’Aquila (6 nov.), Teramo (7 nov.), Castelli (21 nov.), Campli (4 dic.), Pescara (11 dic.), Guardiagrele (12 dic.).
Così sulla quarta di copertina del volume:
«Ma è vero che l’Appennino tocca il cielo? Se si paragonano il Gran Sasso, i Sibillini e la Maiella con l’Everest, il K2 e il Monte Bianco, questa affermazione sembra una clamorosa bugia. Ma l’importanza e la bellezza di una montagna, e di un’intera catena, non dipendono solamente dalla quota.
Uomini e donne, per millenni, sono saliti per avvicinarsi al cielo e pregare sulle “piccole” vette dell’Italia centrale, dal Morrone al Subasio, proprio come altri popoli hanno fatto (e fanno ancora) a quote molto più alte in India, in Tibet o sulle Ande.
La biodiversità dell’Appennino, grazie al lupo, all’orso marsicano e a decine di endemismi botanici, regge certamente il confronto con quella dell’Himalaya, delle Dolomiti e delle Ande. Borghi, castelli, strade antiche, campi di battaglia e necropoli, insieme ai luoghi della fede e del culto, testimoniano della storia millenaria dell’uomo.
In questo viaggio “dal mare al cielo”, che tocca via via la Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo, il Molise e il Lazio, Stefano Ardito sale dalle scogliere dell’Argentario e del Conero verso le pareti e le cime del Vettore, del Terminillo, del Monte Amaro e del Corno Grande, per poi ridiscendere verso la scogliera di Gaeta e il Circeo.
È un percorso che gli consente di incontrare santi e scrittori, direttori di aree protette e condottieri, zoologi, botanici e amministratori locali. Uno dopo l’altro, sfilano in queste pagine alpinisti, gestori (e gestrici!) dei rifugi, guide escursionistiche e guide alpine, allevatori e guardiaparco. Uomini e donne grazie ai quali l’Appennino può restare vivo e vitale anche in futuro.»
Questi i monti raccontati da Stefano nel suo libro:
Argentario, Amiata, Labbro, Subasio, Cucco, Conero, Bove, Sibilla, Vettore, Pizzo del Diavolo, Montagna dei Fiori, Gorzano, Terminillo, Velino, Punta Trento, Punta Trieste, Il Costone, Sirente, Serra di Celano, Pizzo Cefalone, Cima Giovanni Paolo II, Corvo, Pizzo d’Intermèsoli, Vetta Occidentale del Corno Grande, Vetta Orientale del Corno Grande, Corno Piccolo, Camicia, Morrone, Amaro, Cima delle Murelle, Porrara, Fontecchia, Turchio, Marsicano, Amaro di Opi, Petroso, La Meta, Marrone, Gennaro, Autore, Viglio, Semprevisa, Cacume, Monte delle Fate, Circeo, Monte d’Orlando.
Stefano Ardito
Dal mare al cielo. Vette e storie dell'Appennino centrale
Ricerche&Redazioni, Teramo 2026