"Dal mare al cielo", il nuovo libro di Stefano Ardito a Teramo

E' il nono titolo della collana dedicata al racconto dell'Appennino centrale. Appuntamento il 7 novembre al "Braga"

- La Redazione

"Dal mare al cielo", il nuovo libro di Stefano Ardito a Teramo

TERAMO - Teramo si prepara ad accogliere sabato 7 novembre alle ore 18, presso la Sala Conferenze del Conservatorio Braga (Corso San Giorgio 14), il giornalista e scrittore Stefano Ardito, una delle firme italiane più autorevoli della letteratura e del giornalismo di montagna e di viaggio. Alpinismo e montagna, sentieri e trekking, natura e aree protette, scienza e storia: sono questi i temi di cui si occupa Ardito, che è anche fotografo e documentarista. Da circa quarant’anni, Stefano ha trasformato in una professione la sua passione di camminatore, alpinista e viaggiatore che lo ha portato tra l’altro in Himalaya, nel Sahara, in Patagonia e in Antartide. Autore di numerosi libri, di un centinaio di guide e di sessanta documentari televisivi, ha scritto e scrive per alcuni dei più importanti quotidiani e periodici italiani. Ha collaborato con numerosi parchi nazionali e regionali, e ideato numerosi importanti itinerari di trekking. Ardito è oggi riconosciuto come una delle voci più autorevoli in Italia in materia di montagna e alpinismo, di sviluppo turistico sostenibile e di conservazione della natura.

Ardito sarà a Teramo per presentare il suo nuovo libro edito dalla casa editrice teramana Ricerche&Redazioni dal titolo "Dal mare al cielo. Vette e storie dell'Appennino centrale", nono titolo della collana "Duemilanovecentododici": 368 pagine riccamente illustrate per 34 avvincenti racconti dedicati alle cime più rappresentative della catena montuosa, tra storia, esplorazione, alpinismo, spiritualità, ambientalismo e letteratura.

L'evento è organizzato in collaborazione con la Sezione CAI Gran Sasso d'Italia di Teramo, e vedrà l'intervento – insieme all'autore romano – di Giorgio D'Egidio, presidente della Sezione CAI Teramo, dell’alpinista Erika Caruso e del rifugista Luca Mazzoleni.

Così sulla quarta di copertina del volume: "Ma è vero che l’Appennino tocca il cielo? Se si paragonano il Gran Sasso, i Sibillini e la Maiella con l’Everest, il K2 e il Monte Bianco, questa affermazione sembra una clamorosa bugia. Ma l’importanza e la bellezza di una montagna, e di un’intera catena, non dipendono solamente dalla quota. Uomini e donne, per millenni, sono saliti per avvicinarsi al cielo e pregare sulle “piccole” vette dell’Italia centrale, dal Morrone al Subasio, proprio come altri popoli hanno fatto (e fanno ancora) a quote molto più alte in India, in Tibet o sulle Ande. La biodiversità dell’Appennino, grazie al lupo, all’orso marsicano e a decine di endemismi botanici, regge certamente il confronto con quella dell’Himalaya, delle Dolomiti e delle Ande. Borghi, castelli, strade antiche, campi di battaglia e necropoli, insieme ai luoghi della fede e del culto, testimoniano della storia millenaria dell’uomo. In questo viaggio 'dal mare al cielo', che tocca via via la Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo, il Molise e il Lazio, Stefano Ardito sale dalle scogliere dell’Argentario e del Conero verso le pareti e le cime del Vettore, del Terminillo, del Monte Amaro e del Corno Grande, per poi ridiscendere verso la scogliera di Gaeta e il Circeo. È un percorso che gli consente di incontrare santi e scrittori, direttori di aree protette e condottieri, zoologi, botanici e amministratori locali. Uno dopo l’altro, sfilano in queste pagine alpinisti, gestori (e gestrici!) dei rifugi, guide escursionistiche e guide alpine, allevatori e guardiaparco. Uomini e donne grazie ai quali l’Appennino può restare vivo e vitale anche in futuro".

Questi i monti raccontati da Stefano Ardito nel suo libro: Argentario, Amiata, Labbro, Subasio, Cucco, Conero, Bove, Sibilla, Vettore, Pizzo del Diavolo, Montagna dei Fiori, Gorzano, Terminillo, Velino, Punta Trento, Punta Trieste, Il Costone, Sirente, Serra di Celano, Pizzo Cefalone, Cima Giovanni Paolo II, Corvo, Pizzo d’Intermèsoli, Vetta Occidentale del Corno Grande, Vetta Orientale del Corno Grande, Corno Piccolo, Camicia, Morrone, Amaro, Cima delle Murelle, Porrara, Fontecchia, Turchio, Marsicano, Amaro di Opi, Petroso, La Meta, Marrone, Gennaro, Autore, Viglio, Semprevisa, Cacume, Monte delle Fate, Circeo, Monte d’Orlando.

All'appuntamento teramano del 7 novembre seguiranno molti altri incontri in programma, tra i quali – entro l’anno – Castelli il 21 novembre, Campli il 4 dicembre, Pescara l'11 dicembre, Guardiagrele il 12 dicembre.