Da una Montorio viva alla Montorio muta: Visione Comune e il paradosso della comunicazione istituzionale

La nota dell'opposizione dopo il consiglio comunale di Montorio al Vomano

- La Redazione

Da una Montorio viva alla Montorio muta: Visione Comune e il paradosso della comunicazione istituzionale

MONTORIO AL VOMANO – C’era una volta una Montorio romantica. Un paese che viveva il proprio centro storico, che leggeva il presente attraverso i "capannelli" in piazza e le storiche bacheche, e che si ritrovava numeroso ai Consigli comunali per ascoltare da vicino le decisioni della Politica sul futuro della comunità.
Oggi quella partecipazione ha cambiato volto, ma soprattutto ha perso la voce. I capannelli di piazza sono stati sostituiti dai social e le vecchie bacheche hanno lasciato il posto a investimenti tecnologici a dir poco discussi: videowall da 160.000 euro che si limitano a trasmettere la frase "una splendida giornata", un tabellone autostradale da 40.000 euro che da anni invita a "rallentare" e orologi fermi da circa 14.000 euro che sembrano simboleggiare il blocco del tempo in
paese.
A questo si aggiunge la nuova e scintillante sala consiliare, concepita teoricamente come luogo di confronto tra maggioranza, opposizione e cittadinanza. Se la vecchia, solida sala riusciva a ospitare tra le 30 e le 40 persone, la nuova struttura – costata ben 145.000 euro – ha una capienza ridotta a soli 6 posti per il pubblico.
Il problema più grave, tuttavia, non è solo la capienza fisica, ma la progressiva dematerializzazione della democrazia cittadina. Dalle sedute
in presenza si è passati sempre più alla partecipazione "online". Una modalità triste ma considerata pratica, almeno fino all'ultimo, paradossale episodio.
Durante il Consiglio comunale dello scorso 1° luglio, convocato interamente in modalità telematica, i cittadini collegati da casa sono stati costretti ad assistere a uno spettacolo surreale: la seduta è andata in onda completamente priva di audio.
L'episodio ha scatenato l'ironia e la protesta politica: "Forse la brutta figura del sindaco durante il primo consiglio comunale ha spinto persino i microfoni a scioperare, lasciando la seduta nel silenzio" si legge in una nota di commento. "Battute a parte, la situazione è paradossale: da un primo cittadino che ha investito cifre altissime nella comunicazione, ci si ritrova ad assistere a un Consiglio comunale muto, degno di un film di Charlie Chaplin. Siamo letteralmente tornati indietro di cent'anni" - I consiglieri di Visione Comune:

  • Alessia Nori
  • Raissa Tarantelli
  • Raniero Barnabei
  • Alessandro Di Giambattista -