Da Teramo all’élite della pasticceria italiana: Stefano D’Onofrio sarà il protagonista di “Boss in incognito”

Partito dall’Abruzzo a 18 anni, oggi guida Pariani Ferno 1953: Il prossimo 13 ottobre sarà protagonista della prima serata di Rai2

- La Redazione

Da Teramo all’élite della pasticceria italiana:
Stefano D’Onofrio sarà il protagonista di “Boss in incognito”

MILANO - Dall’Abruzzo alla Lombardia, passando per l’imprenditoria e per una delle insegne storiche della pasticceria italiana. È il percorso di Stefano D’Onofrio, manager teramano di 33 anni alla guida del brand di pasticceria “Pariani Ferno 1953”, che
martedì 13 ottobre sarà protagonista della nuova stagione di Boss in Incognito, in onda in prima serata su Rai2.
La sua storia imprenditoriale parte da lontano. A 18 anni D’Onofrio lascia Teramo per intraprendere gli studi universitari e costruire un percorso professionale autonomo. Sei anni fa ha avviato il proprio progetto imprenditoriale, partendo da una realtà di dimensioni
contenute e puntando progressivamente sulla crescita interna, sul controllo dei costi e sul reinvestimento degli utili. Un percorso costruito senza capitali esterni e senza il sostegno
di patrimoni familiari, che negli anni ha portato al rilancio di un marchio storico del Varesotto.
Oggi Pariani Ferno 1953 dispone di un laboratorio centrale dotato di tecnologie avanzate e di una rete di 10 punti vendita diretti. Alla gestione collabora anche il fratello Fabio. Nel
corso dell’ultimo anno il gruppo ha raggiunto un fatturato di 5,6 milioni di euro, dando lavoro a 110 dipendenti: un risultato che ha contribuito all’inserimento di D’Onofrio tra i Top 30 Local Heroes della ristorazione italiana. Per l’imprenditore è arrivata inoltre la
recente cooptazione nell’APEI, l’associazione degli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana fondata dal maestro Iginio Massari. Un riconoscimento che trova conferma anche
nelle attività più recenti dell’associazione. Nei giorni scorsi D’Onofrio ha infatti partecipato, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, al seminario APEI dal titolo “Eccellente”, appuntamento dedicato al mondo dell’alta pasticceria e alle eccellenze italiane.
Dietro la crescita dell’azienda, D’Onofrio individua anche l’impronta ricevuta dalla propria terra d’origine: «Aver lasciato l'Abruzzo a diciotto anni per costruire un percorso
autonomo, facendo conto unicamente sulle mie forze e su risorse limitate, ha determinato in modo primario la mia cultura d'impresa. L’impronta della mia terra - fatta di concretezza,
dedizione al lavoro, riservatezza e capacità di sostenere il peso dei sacrifici - costituisce un fattore competitivo determinante. Quando un progetto nasce dalla determinazione personale e dal lavoro sul campo, si sviluppa una prontezza nell'affrontare la crescita che nessun capitale da solo può sostituire». Una formazione personale che, secondo
l’imprenditore, ha avuto un peso anche nelle successive scelte aziendali: «Quando un progetto nasce dalla determinazione personale e dal lavoro sul campo, si sviluppa una prontezza nell’affrontare la crescita che nessun capitale da solo può sostituire».
Il risultato raggiunto, tuttavia, non viene considerato un punto di arrivo. L’obiettivo dichiarato è ora quello di rafforzare il marchio sul mercato nazionale e avviare un percorso di internazionalizzazione, con l’ambizione di fare di Pariani Ferno 1953 un riferimento
nell’alta pasticceria artigianale. È in questo contesto che si inserisce la partecipazione a Boss in incognito su Rai2. Nella puntata del prossimo 13 ottobre, D’Onofrio lavorerà sotto falsa identità accanto ai dipendenti della propria azienda, entrando direttamente nelle attività quotidiane del laboratorio e dei punti vendita. Un’esperienza pensata per osservare da vicino il lavoro delle persone che compongono la squadra e per confrontarsi con le difficoltà e le responsabilità della gestione quotidiana. «Partecipare a Boss in incognito è stato un esercizio di umiltà e un richiamo essenziale alle origini - spiega D’Onofrio -. Calarsi operativamente nelle quotidiane dinamiche di laboratorio e di negozio
consente di mantenere saldo il legame con chi, ogni giorno, contribuisce alla creazione di valore dell’azienda».