Cultura, Il Cittadino Governante: a Giulianova è ora di invertire rotta

Troppe strutture chiuse e abbandonate, "ci vorrebbe maggiore attenzione da parte degli amministratori"

- La Redazione

Cultura, Il Cittadino Governante: a Giulianova è ora di invertire rotta

GIULIANOVA - Lanciato da Radio G è in atto un dibattito sulla cultura nella nostra città. Questo è il nostro contributo.

  • Avevamo 4 cinema e un teatro, da anni non ne abbiamo più!
  • Abbiamo il Museo d’arte dello Splendore, voluto dallo straordinario Padre Serafino, è chiuso da anni!
  • Abbiamo la Casa-Museo Gaetano Braga, è chiusa anche quella da tempo.
  • Abbiamo siti archeologici importanti, sono abbandonati.
  • Abbiamo il Torrione “Il Bianco” (conosciuto come di “Porta Napoli”) mai restaurato che si sta degradando nell’incuria.
  • Abbiamo opere di Raffaello Pagliaccetti e le sculture di Alfonso Tentarelli esposte in luoghi non appropriati.
  • Abbiamo un palazzo storico come il Kursaal: da 30 anni attende di essere completato ma nel frattempo hanno trovato il modo di oscurare la vista della sua terrazza sul lato nord.
  • Avevamo la Casa-Museo Cermignani come donazione del munifico avvocato e storico Riccardo Cerulli, ma pare non sia più del Comune, disattendendo le volontà testamentarie!
  • Avevamo assunto un impegno col maestro Gigino Falconi per ospitare la donazione delle sue opere nel Sottobelvedere e per il momento le opere sono finite ad Atri.

Lo diciamo da anni e sarebbe ora di invertire la rotta: la cultura nella nostra città dovrebbe avere maggiore attenzione da parte degli amministratori. Sono tanti i motivi per cui andrebbe fatto: la qualità della vita di una città dipende anche dall’offerta culturale che viene fatta ai cittadini; per trattenere i giovani, oltre al lavoro e alla casa, occorre offrire una città vivace sul piano culturale, capace di aprirsi alla conoscenza di altre realtà intellettuali e artistiche che vivono fuori dal nostro orizzonte locale. Così cresce una comunità, con tante finestre affacciate sul mondo e rifuggendo dal provincialismo. L’attrattività turistica (e quindi la prosperità dell’economia giuliese) dipende anche dalla presenza di musei, di mostre, di iniziative culturali e di eventi dello spettacolo di alta qualità, capaci di generare anche turismo culturale.

Occorre quindi una guida amministrativa sensibile che abbia ben chiaro che è molto importante:

  • dotare la città di strutture in grado di ospitare le attività culturali;
  • tutelare e valorizzare i nostri beni culturali;
  • promuovere iniziative culturali e nel campo dello spettacolo di livello.

Per fare ciò occorrono risorse e capacità di collegamento con realtà nazionali. Attualmente non si spende poco per le manifestazioni. Nel rendiconto 2025 abbiamo trovato una spesa di circa 650.000 euro ma “Approdo” che è l’iniziativa più qualificata sul piano culturale fa la parte della cenerentola quanto a finanziamenti. Intanto suggeriamo un riequilibrio tra le poche risorse stanziate per la cultura e le tante risorse destinate alla ricreazione. In futuro comunque le risorse per la cultura dovranno essere molto maggiori al fine di innescare con iniziative di grande risonanza un meccanismo di sponsorizzazioni e contributi di enti sovracomunali. Il Festival dei due mondi di Spoleto insegna.

Una seria politica per la cultura quindi per il futuro dovrebbe concentrarsi sui tre filoni sopradetti:

STRUTTURE: riapertura del Cinema Moderno, riapertura del MAS (Museo d’Arte dello Splendore, realizzazione di un vero Teatro nell’ex ospizio marino, Arena estiva per lo spettacolo dal vivo nel parco Chico Mendes, Centro polifunzionale per i giovani e la cultura (è un vero peccato che l’ex mercato coperto non sia stato ristrutturato per tale funzione), completamento del Sottobelvedere (per poi verificare se è ancora possibile allestire la mostra delle opere di Gigino Falconi), recupero della Sala espositiva di palazzo Massei.

BENI CULTURALI: restauro del Torrione Il Bianco (di Porta Napoli), rinnovata attenzione Parco archeologico, riapertura della Casa-Museo Braga e della Casa-Museo Cermignani, apertura del Museo della Civiltà contadina, completamento del Kursaal come polo congressuale, valutazione delle possibili funzioni che può svolgere Palazzo Re (che contiene anche uno dei Torrioni di Giulianova, dalla cui terrazza c’è una vista unica e splendida).

INIZIATIVE: creazione di Festival capaci di ritagliarsi uno spazio nel panorama italiano della cultura e dello spettacolo, incontri periodici con personalità di livello nazionale, cinema d’essai, stagioni teatrali collegate con i circuiti nazionali (come è accaduto per oltre 30 anni) e stagioni concertistiche, mostre di arti visive di richiamo etc.

Concludiamo ricordando che nella Carta di Gubbio (la dichiarazione dei principi sulla salvaguardia e sul risanamento dei centri storici risalente al 1960), la città storica viene definita come un “organismo urbano unitario cui va riconosciuta la qualità di bene culturale”, quindi il nostro Centro Storico, nella sua interezza, è esso stesso un bene culturale a cui dedicare grande attenzione visto la condizione di sottoutilizzazione e di degrado in cui versa. Di questo ci occuperemo prossimamente in maniera approfondita. - Il Cittadino Governante, Associazione di cultura politica -