Credito in Abruzzo, le banche disertano l'Osservatorio Regionale

I sindacati denunciano il calo del credito alle piccole imprese e la preoccupazione per le prossime operazioni di risiko bancario

- La Redazione

Credito in Abruzzo, le banche disertano l'Osservatorio Regionale

PESCARA - L’incontro dell’Osservatorio Regionale sul Credito, svoltosi a Pescara lo scorso 9 luglio, avrebbe dovuto segnare un cambio di passo nell’attività dell’organismo. Per la prima volta, infatti, erano stati invitati anche i rappresentanti locali dei tre istituti bancari maggiormente presenti in Abruzzo. Lo scopo era l’avvio di un confronto con Regione, Organizzazioni Sindacali, Associazioni di categoria, Confidi, rappresentanti degli Enti locali, delle BCC e di Poste Italiane. Un’occasione importante quindi, che i rappresentanti territoriali delle tre banche hanno deciso di ignorare totalmente, un atteggiamento in totale contraddizione rispetto alle dichiarazioni pubbliche nelle quali dichiarano regolarmente attenzione e vicinanza alla nostra Regione.

La realtà è ben diversa, il credito alle piccole imprese, quelle che rappresentano la spina dorsale dell’economia abruzzese ma anche quelle più penalizzate dalla desertificazione bancaria, è in calo costante, ancor più evidente dall’inizio del 2026 come riconosciuto in apertura di riunione dall’Assessore alle Attività produttive, Tiziana Magnacca. La regione ha tenuto ad evidenziare le misure adottate negli ultimi mesi per la costituzione di fondi di garanzia e quelle in arrivo. Dall’illustrazione è emerso chiaramente un dato, la concessione di credito alle piccole imprese genera un effetto leva, con benefici reali sul territorio tali da produrre flussi che possono arrivare a 10 volte il finanziamento accordato. Questo per ribadire che le banche non sono aziende come le altre, ma che ricoprono un ruolo fondamentale per l’economia, riconosciuto dalla Costituzione.

Abbiamo ricordato che le filiali bancarie assolvono ad importanti funzioni sociali, costituendo un presidio di legalità che fa da argine all’usura ed alla conseguente espansione della criminalità, non è un caso se durante il Covid le banche furono tra le poche attività rimaste aperte durante il lockdown, in quanto servizio essenziale. Abbiamo inoltre ribadito il dato, spesso sottovalutato, della perdita di posti di lavoro, oltre 500 in cinque anni, che colpisce meno l’attenzione in quando sono posti di lavoro che non si perdono all’improvviso ma nell’ambito di un processo più lento, ma costante. E a questi numeri bisogna aggiungere quelli delle tante attività costrette a chiudere a seguito dell’impossibilità di finanziarsi.

Infine, abbiamo espresso preoccupazione per le imminenti operazioni di risiko bancario che avranno un forte impatto sulla nostra regione. Per questo abbiamo chiesto che questi processi vengano in qualche modo governati con un ruolo attivo della politica regionale, ma questo sarà possibile solo in presenza di una reale disponibilità al confronto da parte delle banche coinvolte in queste operazioni, e il fatto che alcuni degli istituti destinati a ricoprire un ruolo da protagonisti abbiano deciso di non presentarsi all’incontro del 9 luglio manda un chiaro segnale sulla loro effettiva disponibilità a dialogare con il territorio.

I SEGRETARI REGIONALI ABRUZZO MOLISE

Mauro Cirilli FIRST/CISL
Luca Copersini FISAC/CGIL
Maurizio D'Antonio UILCA