Cozzi (FI): la soluzione per Teramo non è il direttore generale

Il consigliere sui problemi della città dai cantieri alla sicurezza: Teramo è una nave senza bussola trascinata dagli equilibri di maggioranza

- La Redazione

Cozzi (FI): la soluzione per Teramo non è il direttore generale

TERAMO - Disattese le promesse, restano solo le chiacchiere. Ormai questa Amministrazione sembra andare avanti a slogan, annunci e conferenze stampa, mentre i problemi reali della città restano lì, sotto gli occhi di tutti. Teramo oggi appare come una nave senza bussola, trascinata più dagli equilibri interni della maggioranza e dalle ambizioni personali che da una vera idea di governo della città.

Da mesi sentiamo raccontare grandi progetti, soprattutto sul Pnrr, come se bastasse pronunciare quella sigla per risolvere ogni problema. Ma la verità è che troppo spesso resta tutto sulla carta. E quando qualcosa si concretizza, si pagano cifre e tempi raddoppiati. Intanto i cittadini continuano a fare i conti con una città sempre più confusa, trascurata e priva di una visione generale.

Assistiamo quotidianamente a episodi di risse, violenza e degrado nel centro cittadino. E allora mi chiedo: perché non si aumentano i controlli? Perché non si rafforza davvero la presenza sul territorio? Ci sono vigili che potrebbero entrare in servizio e dare una mano concreta, ma evidentemente manca una direzione chiara. Non si può continuare a fare finta di niente mentre la città perde sicurezza e vivibilità giorno dopo giorno.

Oppure il problema quotidiano dei cinghiali. Possibile che non si riesca a trovare una soluzione seria? Anche qui si rincorre l’emergenza senza mai affrontarla davvero. È il simbolo perfetto di un’amministrazione che naviga a vista.

Sul fronte dei lavori la situazione è persino peggiore. Tra cantieri Enel e fibra ormai non ci si capisce più nulla. Strade aperte ovunque, lavori fatti senza programmazione e senza controlli adeguati, sampietrini distrutti, rattoppi continui e cittadini lasciati nel caos. Si rompe oggi per rifare domani, e poi si torna di nuovo a scavare. Una città trasformata in un cantiere permanente ma senza ordine né coordinamento. Posso anche comprendere che, ad esempio, la ricostruzione post-sisma sia complessa e richieda tempi lunghi. Ma qui manca persino la gestione dell’ordinario. E se non si riesce a governare il quotidiano, diventa difficile pensare di poter affrontare le grandi sfide. Basta guardare la viabilità: servirebbe personale che controlli davvero quello che accade in città, qualcuno che vigili su chi entra nel centro storico e soprattutto su come ci entra. Servirebbe organizzazione, presenza, controllo. Invece regna la confusione.

E sinceramente non credo che la soluzione possa essere il direttore generale di cui si vocifera l’arrivo. Un direttore generale può coordinare quando manca una struttura amministrativa, ma il Comune di Teramo ha già sette dirigenti, un segretario generale e nove assessori. Il problema non è aggiungere altre poltrone o altre figure, ma capire chi controlla realmente l’operato di questa amministrazione. Perché la sensazione diffusa è che nessuno stia davvero tenendo il timone.

Nell’ultimo Consiglio comunale, come opposizione, avremmo potuto uscire dall’aula e far cadere il numero legale. Non lo abbiamo fatto per senso di responsabilità istituzionale. Però mi chiedo: se qualcuno nella maggioranza voleva davvero dimostrare la propria forza al sindaco D’Alberto, perché non lo ha fatto sui provvedimenti importanti? Perché non sul rendiconto? Forse perché lì il rischio era il commissariamento?Perché non lo ha fatto sul Dup o sulla variazione di bilancio? E allora si è preferito fare scena su questioni di scarso rilievo, giusto per “far vedere i muscoli”.

Queste sono banalità, giochi di palazzo che non interessano più a nessuno mentre la città continua a peggiorare. E la cosa più grave è che ormai Teramo appare stanca, sfiduciata, quasi rassegnata. Molti cittadini non alzano più nemmeno la voce perché hanno perso fiducia. Quando un’amministrazione perde il contatto con la realtà quotidiana dei cittadini, il rischio è che la città si abitui lentamente al disordine, al degrado e all’inefficienza come fossero normalità. Ed è proprio questo che non possiamo permettere a Teramo: rassegnarsi all’idea che tutto debba andare avanti così, tra promesse annunciate e problemi lasciati marcire. - Mario Cozzi Consigliere Comunale Forza Italia -