Consiglio Comunale saltato, "I giochi interni paralizzano la città"
Lo asserisce in una nota Azione: "La città non merita questo tipo di politica"
- Walter Cori
TERAMO - Il Consiglio Comunale convocato per giovedì 21 maggio non si è tenuto: dodici consiglieri presenti, numero insufficiente per la validità della seduta. Un dato che, al di là dei singoli motivi di assenza, racconta molto dello stato attuale della maggioranza.
“Queste non sono assenze casuali. Sono assenze strategiche” — afferma Alessio D'Egidio, capogruppo di Azione in Consiglio Comunale. “Evidentemente il Sindaco non ha avuto il coraggio di fare ciò che la situazione richiedeva: aprire una vera crisi politica, allargare l'orizzonte, rimettere in discussione gli equilibri. Si è preferita invece una partita di giro che ha accontentato solo chi premeva di più, senza tuttavia risolvere nulla. Il rimpasto non ha ricomposto il governo cittadino: lo dimostrano plasticamente i banchi vuoti della maggioranza”.
Azione sottolinea come a farne le spese non siano i protagonisti delle trattative interne, ma i cittadini di Teramo.
“La città non merita questo” — prosegue D'Egidio. “Mentre certe aree politiche si arenano in giochi di equilibrio, i cantieri restano al palo, il problema sicurezza è ancora irrisolto, la pulizia urbana lascia a desiderare, la manutenzione è trascurata. Teramo è una città che merita a pieno titolo il governo dei fatti: non l'esercizio del potere per sé stesso, ma l'ordinaria amministrazione concreta e quotidiana nell'interesse dei propri cittadini”.
Azione ribadisce il proprio ruolo di opposizione seria e costruttiva, basata sui fatti e continuerà a portare in Consiglio le istanze concrete del territorio. Senza cedere alla logica dei giochi interni che il 21 maggio ha paralizzato l'aula.