CCIAA, Pietrucci alza il tiro: "Oggi c'è un evidente squilibrio a favore di Teramo"
La presidente Ballone deve fornire una risposta istituzionale, non politica, alle obiezioni
- Walter Cori
L'AQUILA - «Quanto sta accadendo nella Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia pone una questione che non può essere liquidata come una disputa interna tra associazioni di categoria: L'Aquila e la sua provincia devono avere una rappresentanza adeguata ai vertici di un ente nato dall'accorpamento delle Camere di Commercio dell'Aquila e di Teramo».
Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, intervenendo sulla vicenda relativa all'elezione della vicepresidenza della Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia.
«I dati rappresentati in questi giorni sono difficili da ignorare: la presidente Antonella Ballone è espressione del territorio teramano, il vicepresidente Roberto Battaglia ha la propria attività in provincia di Teramo e, come già denunciato dal consigliere camerale Giovanni Frattale, la Giunta risulta composta da cinque rappresentanti teramani e da un solo aquilano.
Esiste dunque un evidente problema di equilibrio territoriale. Lo stesso Statuto camerale richiama, per l'elezione del vicepresidente, la necessità di garantire una “rappresentanza equilibrata delle circoscrizioni territoriali provinciali. È un principio che ha una ragione precisa: impedire che la fusione si trasformi nella prevalenza di un territorio sull'altro. Se questo equilibrio viene meno nei massimi vertici e nella composizione della Giunta, la provincia dell'Aquila ha tutte le ragioni per chiedere spiegazioni e pretendere che venga ristabilito».
Per Pietrucci la questione riguarda anche il peso economico e istituzionale dell'intera provincia: «Parliamo di un territorio vastissimo, che va dal capoluogo alla Marsica, dalla Valle Peligna alle aree interne e montane, con migliaia di imprese che hanno diritto ad avere voce nelle scelte dell'ente camerale. Non è una battaglia di campanile contro Teramo e non deve diventarlo. È esattamente il contrario: significa difendere quell'equilibrio tra territori sul quale dovrebbe reggersi un ente comune».
«Per questo credo che la presidente Ballone debba farsi carico della questione e fornire una risposta istituzionale, non politica, alle obiezioni sollevate. E credo che anche la Regione Abruzzo debba prestare attenzione a quanto sta accadendo. L'Aquila e la sua provincia non possono essere considerate una componente residuale della Camera di Commercio del Gran Sasso. La fusione può funzionare soltanto se nessuno dei due territori viene marginalizzato e se gli equilibri sui quali è stata costruita vengono rispettati concretamente, non soltanto sulla carta».