Castelli, si inaugura la mostra dedicata ad Aligi Sassu
“Il deposito in mostra. Il Gran Fuoco di Aligi Sassu”, visitabile fino al 30 settembre, valorizza le opere donate dal collezionista Alfredo Paglione
- La Redazione
CASTELLI - È stata inaugurata a Castelli l’esposizione “Il deposito in mostra. Il Gran Fuoco di Aligi Sassu”, dedicata al rapporto tra uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana del Novecento e la materia ceramica, linguaggio profondamente legato all’identità culturale castellana.
La mostra, aperta al pubblico fino al 30 settembre, nasce dalla volontà di valorizzare un patrimonio di grande rilievo custodito nel territorio: le opere ceramiche donate nel 2008 dal collezionista Alfredo Paglione, oggi riportate al centro di un percorso espositivo che restituisce visibilità, valore e narrazione a un nucleo artistico di particolare significato.
L’esposizione si collega inoltre alla presenza, lungo le vetrine del Corso di Castelli, di circa dodici opere di Aligi Sassu, tra cui due Arlecchini, uno in ceramica e uno in bronzo, e dieci sculture dedicate al tema del cavallo. Una scelta non casuale: il cavallo, nella produzione dell’artista, diventa simbolo di libertà, energia e dinamismo, elementi che attraversano con forza la sua ricerca espressiva.
Castelli rafforza così il proprio ruolo di borgo dell’arte e della ceramica, capace di mettere in relazione la tradizione artigianale locale con il linguaggio di grandi maestri dell’arte contemporanea. La ceramica non viene raccontata soltanto come tecnica o produzione, ma come spazio creativo vivo, in grado di accogliere visioni, sperimentazioni e interpretazioni artistiche differenti.
Al centro del percorso espositivo si trovano circa cento oggetti ceramici, tra cui due servizi di piatti, nei quali ricorrono figure e paesaggi cari all’immaginario di Sassu: il cavallo, il cavaliere, le montagne sullo sfondo. Sono elementi che occupano e attraversano lo spazio del piatto, della ciotola, del boccale e della zuppiera, trasformando ogni oggetto in una superficie narrativa e pittorica.
“L’esposizione dedicata ad Aligi Sassu consente di restituire visibilità a un nucleo di opere ceramiche di particolare rilievo, donate nel 2008 dal collezionista Alfredo Paglione – spiega la Prof.ssa Paola Di Felice, Direttrice del Museo –. Attraverso questi oggetti emerge con forza il rapporto dell’artista con la materia, con il colore e con alcuni temi centrali della sua produzione, a partire dal cavallo, simbolo di libertà e dinamismo. Portare questo patrimonio all’attenzione del pubblico significa valorizzare il deposito non come semplice luogo di conservazione, ma come spazio di ricerca, conoscenza e racconto”.
Nelle opere esposte emerge appunto con forza anche il rapporto dell’artista con il colore. Il rosso, spesso protagonista nella pittura di Sassu, torna con intensità anche sul supporto ceramico, dove la materia accoglie una pittura densa, vibrante, capace di dare rilievo e forza plastica alle figure rappresentate.
L’inaugurazione della mostra si inserisce nel più ampio calendario culturale che accompagna il mese dedicato alla Mostra Mercato della Ceramica di Castelli, in programma dal 1° al 31 agosto.
La mostra dedicata ad Aligi Sassu rappresenta quindi un tassello importante di una programmazione che punta a rafforzare l’identità di Castelli come luogo capace di generare cultura, custodire patrimoni artistici e proporre nuove occasioni di fruizione per cittadini, visitatori e turisti.
“Con questa mostra Castelli conferma la volontà di valorizzare il proprio patrimonio ceramico non solo come memoria da custodire, ma come risorsa viva per il presente e per il futuro del territorio – conclude il Sindaco Paolo Tancredi –. Il ‘Gran Fuoco’ di Aligi Sassu rappresenta un’occasione importante per riportare al centro opere di grande valore artistico e per rafforzare il ruolo di Castelli come borgo dell’arte, della ceramica e della cultura. È una direzione che vogliamo continuare a percorrere con convinzione, costruendo una programmazione capace di attrarre visitatori, generare partecipazione e dare nuova forza alla nostra identità”.