Cane in cerca di tartufi trova cocaina del valore di 25.000 euro nei boschi di Corropoli

Un fiuto da Unità Cinofila “antidroga” ma con il cuore da tartufaio: Fulmine, questo il nome del cane

- La Redazione

Cane in cerca di tartufi trova cocaina del valore di 25.000 euro nei boschi di Corropoli

CORROPOLI – Una passeggiata d'autunno tra i profumi della campagna teramana, la stagione della raccolta dei tartufi ormai ai nastri di partenza e un fedele amico a quattro zampe dal fiuto infallibile. C'erano tutti gli ingredienti per una normale giornata all'aria aperta, ma il finale della storia ha preso una piega decisamente inaspettata, virando dal registro gastronomico a quello della cronaca giudiziaria.

Protagonista della vicenda un cercatore locale e il suo cane di razza “Lagotto romagnolo” di nome “Fulmine”. I due stavano camminando nei dintorni di Corropoli, in una zona collinare solitamente lontana dalle classiche "pungiaie" o mappe segrete dei tartufai. All'improvviso, il cane ha scartato di lato tuffandosi tra la vegetazione; pochi minuti dopo è riemerso orgoglioso con in bocca un singolare "trofeo": tre involucri sferici, scuri e compatti, di circa 80 grammi l'uno che aveva scavato dal terreno e che stava portando al suo padrone.

A una prima occhiata, il cuore del proprietario ha fatto un balzo. Per forma e dimensioni, le tre pepite somigliavano in tutto e per tutto a tre esemplari di tartufo di ottima pezzatura e che avrebbero potuto fruttare un buon guadagno per il cercatore.

L'emozione, tuttavia, è durata lo spazio di un secondo. Non appena l'uomo ha preso in mano i tre oggetti per ripulirli dalla terra, ha avvertito una consistenza innaturale: nessun aroma di sottobosco o corteccia marrone, ma plastica gommosa ed ermeticamente sigillata. Comprendendo subito che non si trattava di una prelibatezza della terra ma verosimilmente di qualcosa di “strano” il cittadino ha subito avverto i carabinieri di Alba Adriatica che immediatamente si sono portati sul posto, e aprendo il primo involucro hanno subito capito che potesse trattarsi di sostanza stupefacente.

In caserma gli involucri sono stati aperti confermando che all'interno non c'erano le prelibate spore dell'Appennino, bensì ben 270 grammi di cocaina di elevata purezza, celati all'interno di 3 ovuli che avrebbe garantito alla criminalità locale, una volta tagliata, un guadagno stimato tra i 20.000 e i 25.000 euro.

Chiuso il verbale e sequestrata la sostanza, tra i militari ed il proprietario scettico è scappata più di una battuta, mentre il cane guardava incuriosito quanto accadeva intorno a lui che con il suo fiuto non ha trovato “Tartufi” ma ha permesso di recuperare della sostanza che immessa nel mercato avrebbe potuto rovinare tante persone.