Calcio D, Notaresco: sarà "rivoluzione" tra stadio e guida tecnica

Di Battista: “Senza il nostro 'Savini' obiettivo salvezza. Panchina? Voglio un nome giovane e nuovo per la categoria”

- La Redazione

Calcio D, Notaresco: sarà "rivoluzione" tra stadio e guida tecnica

di Stefano Vecellio

TERAMO - Un'estate di grandi cantieri, e non solo in senso letterale. Il Notaresco Calcio si affaccia sul prossimo campionato di Serie D nel bel mezzo di una vera e propria rivoluzione, sospeso tra il restyling totale dello stadio "Vincenzo Savini" e la ridefinizione della guida tecnica. A tenere saldamente il timone in questa fase di profonda transizione è il presidente Luigi Di Battista, muovendosi a 360° in equilibrio tra rigore finanziario, una decisa "linea verde" incentrata sui giovani e obiettivi sportivi ancorati alla realtà del momento.

  • Presidente, partiamo dal tema caldo delle ultime settimane: la questione stadio. Come si organizzerà il Notaresco per gli allenamenti e per le partite interne della domenica?

“Sul fronte logistico ci siamo mossi tempestivamente. Abbiamo raggiunto un accordo con il Comune per utilizzare l’antistadio del Savini per lo svolgimento degli allenamenti settimanali. L’amministrazione comunale ha preso in affitto dei moduli prefabbricati appositi, che installeremo per consentire ai nostri calciatori di fare regolarmente le docce in loco. Per quanto riguarda la struttura principale, proprio ieri è uscito il bando per il rifacimento dello stadio, i cui lavori di ammodernamento dovrebbero concludersi entro marzo o aprile del 2027. Di conseguenza, per le partite casalinghe della domenica la LND ha già visionato l'impianto "Rodi" di Mosciano Sant'Angelo. A meno di intoppi burocratici dell’ultimo minuto, sarà proprio questa la nostra soluzione temporanea per l'intera stagione. Sicuramente si tratta di un “trasloco” che ci creerà qualche inevitabile disagio, ma purtroppo dobbiamo prendere atto della situazione e accettarla”.

  • Sciolto il nodo stadio, passiamo al capitolo panchina. La storia tra il Notaresco e mister Vagnoni è ormai ai titoli di coda. Cosa ha impedito il rinnovo?

“Con Vagnoni abbiamo parlato apertamente, ma purtroppo non siamo riusciti a trovare un accordo economico che soddisfacesse entrambe le parti. Voglio riconoscere in modo assoluto lo straordinario valore tecnico e umano del mister, che l’anno scorso ha compiuto un lavoro incredibile. Tuttavia, io ho il dovere di guardare anche e soprattutto all'aspetto finanziario: siamo una società che si muove all'interno di un budget ben preciso e dobbiamo rispettare i nostri parametri per mantenere il club in salute. Inoltre, a livello personale, preferisco da sempre un profilo di allenatore che valorizzi i giovani e li faccia giocare con coraggio”.

  • Qual è allora l'identikit del prossimo mister rossoblù?

“Cerchiamo un allenatore giovane, non ancora affermato, ma che abbia una grandissima voglia di crescere. Voglio vincere una scommessa personale: puntare su un profilo che sappia lavorare concretamente con i giovani, anche se non ha ancora maturato un'esperienza specifica in questa categoria”.

  • Sul mercato, invece, come volete costruire l’organico per la prossima stagione?

“Stiamo procedendo a rinnovare l’ossatura dello scorso campionato: i 'vecchietti' dello spogliatoio, figure di riferimento per il gruppo, rimarranno con noi. Sul fronte dei nuovi innesti, l'addio di Boccanera per motivi familiari ci costringe a cercare un portiere esperto: su questo specifico ruolo non intendo inserire un under. Per il resto della squadra, seguiremo come sempre la nostra linea verde, puntando su molti giovani. Ritengo che non ci sia un reparto in cui servano interventi massicci: se riusciremo a trovare la quadratura per i rinnovi che abbiamo in mente, siamo già coperti. L’unico settore in cui al momento ci manca ancora qualcosa è proprio quello degli under. Stiamo lavorando per individuare le pedine adatte, monitorando con grande attenzione soprattutto il campionato di Eccellenza, dove ci sono diversi prospetti interessanti”.

  • Negli ultimi due anni la tifoseria ha vissuto un vero e proprio caleidoscopio di emozioni, passando dalla sofferenza della salvezza ai playout fino a sfiorare la vittoria dei playoff pochi mesi fa. Che sensazioni ha provato e come percepisce il termometro della piazza?

“Il mio rapporto con la città e con i tifosi è bellissimo, vogliono persino farmi diventare cittadino onorario (ride, ndr). Se guardo indietro a questi due anni, l’emozione più grande in assoluto l’ho provata vincendo i playout: per l'intensità del momento, per me è stato esattamente come vincere un campionato. Al contrario, nella finale playoff disputata qualche mese fa non ho avvertito le stesse vibrazioni. I playout mi hanno fatto un effetto del tutto particolare: è chiaro che non auguro a nessuno di vivere quelle sensazioni, un misto di ansia e adrenalina, ma si tratta di emozioni forti che difficilmente si possono dimenticare”.

  • Alla luce delle difficoltà oggettive di questa stagione, quale sarà dunque il reale obiettivo del Notaresco per la prossima Serie D?

“Dobbiamo essere realisti: la questione legata all'indisponibilità dello stadio ci penalizzerà in modo evidente. Quando non puoi giocare sul tuo campo e ti viene a mancare la routine quotidiana, subentrano fattori logistici che inevitabilmente pesano sul morale della squadra e creano disagi. Per questo motivo, nella prossima stagione il nostro unico e chiaro obiettivo sarà quello di ottenere la salvezza. Quando riavremo finalmente a disposizione il nostro campo ristrutturato, potremo anche pensare di programmare una stagione d'alta classifica. Adesso però dobbiamo guardare in faccia la realtà e fissare un traguardo concreto. Quest’anno ci sarà da stringere i denti e lottare per difendere la categoria”.