Calcio D, Francesco Mazzocchetti: "Ecco il mio Notaresco"
Svelata la filosofia dell’ex tecnico della Juniores “promosso” in prima squadra
- Walter Cori
di Stefano Vecellio
TERAMO - Dopo una stagione da incorniciare, culminata con la conquista della finale playoff del girone F, Il Notaresco Calcio volta pagina e lo fa puntando con coraggio sulla freschezza e sul merito.
Per il post Vagnoni, la panchina rossoblù è stata affidata a Francesco Mazzocchetti, reduce dall'ottimo percorso compiuto alla guida della Juniores. Una scelta interna, fortemente voluta dal patron Di Battista, che profuma di programmazione ed identità, in vista di un campionato di Serie D che si preannuncia sempre più livellato verso l’alto.
Identità, mercato e obiettivi stagionali: il tecnico pescarese ha analizzato a 360° tutte le mosse necessarie a plasmare una rosa pronta a dare battaglia su ogni campo.
- Mister, partiamo dall’aspetto emotivo. Quali sensazioni ha provato al momento della firma e che tipo di impatto ha avuto "salto" in Prima Squadra?
“Le sensazioni sono state straordinarie. Dopo anni trascorsi a lavorare nei settori giovanili, questa chiamata rappresenta il coronamento di un grande desiderio professionale: misurarmi con una piazza importante e in una categoria stimolante come la Serie D. Quando il Presidente mi ha prospettato questa opportunità, ho provato una gioia immensa. Per me è un palcoscenico importante, fin da subito ho trovato un ambiente carico di entusiasmo, serio e professionale: è il contesto ideale per iniziare questa nuova avventura”.
- Qual è stato il suo primo messaggio al gruppo?
“Ho avuto il piacere di confrontarmi con due pilastri dello spogliatoio come Infantino ed Arrigoni. La prima impressione è stata eccellente: ho trovato dei professionisti esemplari e, soprattutto, degli uomini di straordinaria cordialità e disponibilità, immediatamente pronti a mettersi al servizio dello staff. Per un allenatore che si appresta a guidare un gruppo nuovo, poter contare su leader di questo spessore morale e carismatico è una fortuna enorme, una solida base su cui edificare l'identità della squadra”.
- Rispetto alla passata gestione guidata da mister Vagnoni, ha annunciato di voler proporre concetti di gioco innovativi. Cosa dobbiamo aspettarci sul piano tattico?
“Lavorare quotidianamente con i giovani ti costringe a studiare costantemente, a non accontentarti mai ed a trovare sempre nuove chiavi per stimolarli ed evolverli sul rettangolo verde, specie attraverso i giochi di posizione. Il mio Notaresco non sarà imprigionato in moduli rigidi come il 3-5-2 o il 4-4-2, ma proporremo un calcio dinamico, fluido, fatto di costanti rotazioni. I giocatori dovranno essere bravi a scambiarsi i compiti e ad occupare posizioni diverse nell'arco della stessa azione. Dai difensori ai centrocampisti, fino agli attaccanti, l'obiettivo è riempire l'area di rigore avversaria con il maggior numero di uomini possibile”.
- A proposito di linea verde, quale sarà il ruolo dei giovani all'interno del suo scacchiere tecnico?
“Saranno la nostra vera forza motrice. Ho un'idea molto chiara al riguardo: penso che debbano essere proprio i ragazzi più giovani a trascinare i senatori con il loro entusiasmo e la loro fame, e non il contrario. Se un giovane dà il 100% in ogni allenamento e in ogni partita, mette in moto un meccanismo virtuoso che spinge l'elemento d'esperienza a dare il 200%. È questa la sinergia che voglio vedere quotidianamente sul campo: ne sono super convinto”.
- Spostiamoci sul calciomercato. Mancano ancora degli elementi per definire la rosa al completo?
“Qualcosa manca ancora, stiamo valutando un innesto nel reparto avanzato che possa affiancare Infantino. Parliamo di un centravanti di assoluto spessore, ma ha bisogno di una spalla complementare: un profilo rapido, capace di attaccare con decisione la profondità e aggredire la porta per scardinare le difese avversarie”.
- L'obiettivo dichiarato resta la salvezza. Che tipo di girone si aspetta per questo campionato?
“Senza dubbio la salvezza tranquilla è il traguardo concordato con la società e faremo di tutto per blindarla il prima possibile. Non sarà affatto semplice e molto dipenderà anche dai criteri geografici di composizione dei gironi. Se, come si ipotizza, dovessero essere inserite alcune compagini umbre, il livello tecnico e la competitività complessiva si alzeranno sensibilmente rispetto allo scorso anno. Dovremo essere pronti ad alzare l'asticella fin da subito”.
- Quest'anno non potrete usufruire del "Savini", dovendo disputare le gare interne a Mosciano. Quanto peserà questo fattore sul rendimento della squadra?
“Non poter giocare nel nostro stadio abituale ci toglierà inevitabilmente qualcosa in termini di abitudini. Ma questo non deve assolutamente diventare un alibi o una scusa. Una squadra matura deve saper esprimere la propria identità su qualunque terreno di gioco. Il campo di Mosciano deve diventare a tutti gli effetti il nostro fortino, perché sappiamo bene che la salvezza si ottiene prima di tutto tra le mura amiche. Ci metteremo subito a disposizione per studiare ogni dettaglio di questo impianto e farlo nostro il prima possibile”.
Buon lavoro, mister.