Calcio Coppa: è un Teramo che vince, che segna e che subisce (3-4)

Brillano (tanto) Di Marino e De Negri nel primo tempo mentre Tourè è il più prolifico degli attaccanti in base ai minuti giocati

- Walter Cori

Calcio Coppa: è un Teramo che vince, che segna e che subisce (3-4)

TERAMO - Guardando il risultato potremmo dire che, pur cambiando gli interpreti e schierando dall'inizio Cingolani, Cipolletti, Tourè, Mariani, Caucci, Antoniazzi, De Negri e Di Marino (erano in panchina Culi, Pelosi, Pavone, De Santis, Pierfederici, Bruni e Marconato, con Pietrantonio e Diakite non convocati), la sostanza non cambia.

Il Teramo alla fine vince 3-4 anche con merito, soprattutto grazie ad una prima frazione di gioco notevole (1-3) e nella quale si sono messi in particolare evidenza Di Marino e De Negri. Con loro, entrambi 2008, facevano parte dell'undici titolare altri 4 Under (Cingolani, Mariani, Salustri e Caucci): una formazione davvero giovanissima.

La rete dell'1-0 è stata firmata da Njambè su calcio di punizione a due in area, dopo che il portiere Zandri aveva preso con le mani un retropassaggio ma, dopo appena otto minuti, arrivava l'1-1 di Gemini, il quale si vedeva la coppia centrale biancorossa aprirsi, quasi invitandolo al tiro, sul quale nulla poteva Cingolani.

Il pari durava poco perchè al 21° Tourè in area servito da De Negri raddoppiava e al 40° il colored biancorosso restituiva la cortesia al compagno con l'assist dell1-3. Poco prima del riposo ci provava anche Di Marino, ma la palla terminava alta sulla traversa.

Nella ripresa accorciava subito Osorio, di testa, da calcio d'angolo. Il Teramo avrebbe potuto allungare nuovamente subito dopo se Rotondo, di Frattamaggiore, avesse concesso un penalty evidente per una trattenuta in piena aresa su Njambè, con la maglia che si allungava, ed invece arrivava il 3-3, con una conclusione dal limite di Persichini, all'incrocio dei pali.

Il Teramo, che inseriva gradualmente Pelosi, Pavone, Marconato e sul finire anche Bruni e De Santis, non ci stava ed aveva una grande reazione, spingendo l'Unipomezia nella sua trequarti fino alla resa, data dalla seconda rete personale di Tourè, in mischia, dopo tre o quattro tentativi vani nella stessa azione.

Al termine un siparietto curioso, con un tifoso del Teramo, del quale si vedeva solo la testa biancorossa uscir fuori dalla recinzione perimetrale di un impianto chiuso all'accesso del pubblico (sempre relativamente), veniva individuato dalla squadra che, uno ad uno, andava a salutarlo (foto allegata).

E' il bello del calcio, anche se vinci tanto continuando a chiederti: ma come è possibile se subisci 18 reti in nove partite?

Eppure è così.