Borsacchio, Pepe: sulla perimetrazione il Ministero bacchetta la Regione
"Figuraccia politica evidente, le norme di salvaguardia devono essere estese al perimetro originario della Riserva"
- La Redazione
PESCARA - “Nella 'Regione Verde d’Europa' il centrodestra abruzzese viene bacchettato dal centrodestra nazionale”. È quanto dichiara il Consigliere regionale del Partito Democratico Dino Pepe, insieme ai colleghi Paolucci, Mariani, Pietrucci, Di Marco e Blasioli, intervenendo nuovamente sulla vicenda della Riserva naturale del Borsacchio. “Per la seconda volta il Ministero dell’Ambiente interviene sulla questione della Riserva del Borsacchio - spiega Pepe - smontando ulteriormente la scelta della Regione Abruzzo di ridurne drasticamente il perimetro”.
Il Consigliere regionale spiega che la vicenda nasce dal blitz notturno con cui la maggioranza di centrodestra, durante l’approvazione della legge di bilancio regionale, ha ridotto l’estensione della riserva da 1.100 ettari a soli 24 ettari, senza confronto pubblico e senza il coinvolgimento dei portatori di interesse. Una decisione che ha suscitato la protesta di cittadini, Comune di Roseto, Provincia, associazioni ambientaliste e realtà del territorio.
“Già nei mesi scorsi il Ministero aveva invitato la Regione a correggere il tiro e Marsilio si era impegnato con una nota e a seguire un percorso amministrativo corretto, basato su trasparenza, partecipazione e valutazioni tecniche”, prosegue Pepe.
La Regione, tuttavia, ha portato in Commissione un nuovo provvedimento che ha provocato un ulteriore intervento da parte del Ministero. “Il dicastero ha chiarito - sottolinea il Consigliere - che le norme di salvaguardia devono essere estese all’intero perimetro originario della Riserva del Borsacchio, nelle more del corretto iter per la riperimetrazione, e non soltanto alla porzione rimasta dopo il drastico taglio deciso dalla Regione".
“Si tratta di una figuraccia politica evidente - aggiunge Pepe -. La maggioranza che governa l’Abruzzo si trova smentita proprio dal Governo nazionale dello stesso colore politico. Il risultato è un grande pasticcio istituzionale che mette a rischio la tutela di uno degli ultimi tratti naturali della costa abruzzese e crea ulteriore confusione sulla gestione della Riserva del Borsacchio”.
“Ora la Regione - conclude Pepe - deve spiegare ai cittadini perché si sia scelto di procedere con un’operazione tanto improvvisata quanto contestata, ignorando richiami, procedure e indicazioni ministeriali. Come Consiglieri PD continueremo a chiedere il ripristino del perimetro originario”.