Borsacchio, il Presidente Marsilio potrebbe riparare agli errori del passato
"Torniamo alle origini, approviamo il PAN e dotiamo la Riserva del Comitato di gestione", aggiunge in una nota Filomena Ricci del WWF
- Walter Cori
PESCARA - Come riportato dalla stampa, il Ministero dell’Ambiente è nuovamente intervenuto sulla Regione Abruzzo ribadendo che il perimetro, ancorché provvisorio, della Riserva regionale del Borsacchio deve essere riportato agli originari 1100 ettari.
L’escamotage per mantenere la cancellazione della Riserva a 24 ettari aggiungendo l’aggettivo “provvisorio”, come avevamo indicato da subito, è risultata un’arma spuntata. Sul punto il WWF Italia, insieme alla Guide del Borsacchio, ha anche presentato un ricorso al TAR Abruzzo chiedendo di sollevare la questione di incostituzionalità della legge regionale che ha tagliato il 98% della Riserva.
È l’ennesima brutta figura che la Regione Abruzzo rimedia da un governo, peraltro, dello stesso colore politico: a dimostrazione che non si può amministrare e pianificare il territorio dando retta a chi evidentemente non ha alcuna cognizione di procedure legislative. Il Consiglio regionale approvò il taglio della Riserva in una notte grazie all’emendamento di cinque consiglieri regionali (Simona Cardinali, Umberto D’Annuntiis, Emiliano Di Matteo, Mauro Febbo e Federica Rompicapo) che probabilmente non avevano mai messo piede nella Riserva del Borsacchio e che sicuramente non conoscevano le normative - nazionale e regionale - sulle aree naturali protette. Ha sbagliato la maggioranza regionale ad andare dietro a questi cinque consiglieri e ancora di più a mantenere una posizione sbagliata una volta che era emersa la totale inconsistenza della modifica del perimetro. Ha continuato a sbagliare pochi mesi fa quando, nonostante durante un’audizione avessimo spiegato chiaramente che la loro proposta, poi diventata legge, non avrebbe risolto le difformità già riscontrate dal Ministero dell’Ambiente e dalla stessa Presidenza del Consiglio, preferirono non rispondere alle nostre obiezioni e andarono avanti per la loro strada.
“Da tempo chiediamo al Presidente Marsilio, che è il presidente di tutti gli abruzzesi, un incontro su questo tema come su altri”, sottolinea Filomena Ricci, delegata WWF Abruzzo. “In tanti anni il Presidente Marsilio non ci ha mai ricevuto. Non si è mai voluto confrontare, nonostante su vicende come il taglio della Riserva del Borsacchio, ma prima ancora il taglio del Parco Sirente-Velino, la caccia al cervo, le scogliere davanti all’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano, ecc. abbiamo dimostrato anche nelle aule dei tribunali di sollevare problemi reali. Noi continuiamo a pensare che solo dal confronto possano nascere le soluzioni e per questo torniamo a chiedere al Presidente Marsilio di aprirsi al dialogo”.
Il WWF Abruzzo ribadisce che la soluzione migliore per risolvere una volta per tutte la questione della Riserva del Borsacchio sia tornare alla perimetrazione originaria, approvare il Piano di Assetto Naturalistico e dare finalmente, dopo 20 anni, un Comitato di gestione alla Riserva. Questo risolverebbe anche la recente situazione verificatasi in Riserva che ha visto la rimozione di tutti i cartelli e le perimetrazioni a protezione della duna e del fratino proprio all’avvio della stagione riproduttiva del piccolo trampoliere, simbolo delle spiagge abruzzesi. Una situazione gravissima che deve essere sanata immediatamente.