Bilancio Tua: dietro i numeri restano disservizi, criticità e una vertenza sindacale

I sindacati evidenziano problematiche irrisolte: per parlare di successo servono scelte coraggiose, investimenti mirati e relazioni industriali improntate al rispetto

- La Redazione

Bilancio Tua: dietro i numeri restano disservizi, criticità e una vertenza sindacale

PESCARA - Un utile netto di poco superiore a 100 mila euro a fronte di oltre 126 milioni di valore della produzione non può essere presentato come un successo. La reale misura dello stato di salute di un'azienda di trasporto pubblico non è rappresentata esclusivamente dai numeri di bilancio, ma dalla qualità del servizio, dalle condizioni dei lavoratori e dalla capacità di dare risposte concrete ai cittadini. Le dichiarazioni della dirigenza di TUA S.p.A. sul bilancio d'esercizio 2025 restituiscono l'immagine di un'azienda solida, efficiente e proiettata verso il futuro. Una narrazione che, tuttavia, non coincide con la realtà vissuta quotidianamente da lavoratrici, lavoratori e utenti del trasporto pubblico regionale. Dietro quei dati economici permangono infatti criticità strutturali, organizzative e industriali che continuano a ricadere sul personale e sulla qualità del servizio.

La realizzazione della filovia Pescara-Montesilvano rappresenta certamente un'infrastruttura importante, ma essendo concentrata in un unico asse non può diventare l'unico indicatore dello sviluppo del trasporto pubblico abruzzese. Le aree interne continuano a subire una progressiva riduzione dei collegamenti e un impoverimento dell'offerta di mobilità, con pesanti ripercussioni sul diritto alla mobilità di migliaia di cittadini facendo soffrire l’entroterra contrariamente alla funzione sociale che un’azienda delle dimensioni di TUA dovrebbe garantire.

Parco mezzi: nel servizio urbano di Pescara continuano a circolare autobus con oltre vent'anni di anzianità, mentre nei servizi sub-affidati della provincia di Teramo vengono utilizzati autobus immatricolati nel 2007. Difficile parlare di una flotta moderna quando una parte significativa dei mezzi presenta ancora un'età così elevata.

L'utile registrato, che non dà riscontro ai recuperi derivanti dai subaffidamenti, non può essere separato dalle politiche di contenimento dei costi che hanno inciso sull'organizzazione del lavoro: soppressione di residenze, incremento dei subaffidamenti e riorganizzazioni che hanno comportato sacrifici per i dipendenti, spesso costretti a lunghi spostamenti per raggiungere le sedi di servizio.

A ciò si aggiunge una cronica carenza di personale viaggiante. Autisti e operatori sono sottoposti a turnazioni sempre più gravose e carichi di lavoro difficilmente sostenibili, situazione che negli ultimi anni ha favorito un crescente numero di dimissioni volontarie e fronte a questa emergenza, l'azienda continua a privilegiare assunzioni di personale impiegatizio senza affrontare in maniera adeguata la mancanza di autisti. Non meno preoccupante è la situazione del personale delle officine, che continua a operare in condizioni spesso precarie. Anche la mancata fornitura del vestiario da lavoro e delle dotazioni necessarie rappresenta una criticità, evidenziando una scarsa attenzione verso chi quotidianamente garantisce l'efficienza e la sicurezza dei mezzi aziendali.

Queste le problematiche che sul piano delle relazioni industriali mantengono aperta una vertenza sindacale ancora irrisolta. Registriamo il mancato rispetto di accordi di recente sottoscrizione con le Organizzazioni Sindacali e riteniamo particolarmente grave la decisione di disdire gli accordi della Divisione Ferroviaria, scelta che ha compromesso il clima di confronto e di fiducia costruito negli anni.

Restano inoltre irrisolti problemi strutturali come il fenomeno dell'evasione tariffaria, che continua a generare perdite economiche per l'azienda e situazioni di tensione per il personale viaggiante, così come l'assenza di interventi realmente efficaci per contrastare le aggressioni ai danni di autisti, controllori e operatori. La sicurezza dei lavoratori deve rappresentare una priorità assoluta.

Destano infine forte preoccupazione i ritardi di consegna delle infrastrutture affidate a TUA come i terminal bus di Teramo e Vasto e la piattaforma di Saletti un'infrastruttura pubblica strategica per il trasporto merci ferroviario e sulle possibili ricadute sul sistema logistico regionale.

Per queste ragioni riteniamo che non vi siano le condizioni per alimentare facili trionfalismi: il bilancio di un'azienda di trasporto pubblico non può essere giudicato esclusivamente sulla base di un risultato economico, ma deve essere valutato attraverso la qualità del servizio offerto ai cittadini, l'affidabilità dei collegamenti, il rispetto degli accordi sindacali, la valorizzazione delle professionalità, la sicurezza dei lavoratori e la capacità di programmare investimenti per il futuro.

Il trasporto pubblico abruzzese necessita di una strategia industriale credibile e di lungo periodo, fondata sul rispetto degli impegni assunti, su investimenti concreti nei mezzi e nelle infrastrutture, sull'assunzione di personale viaggiante, sulla valorizzazione del personale di officina, sulla riduzione delle esternalizzazioni e su un'efficace azione di contrasto all'evasione tariffaria.

Se la rapidità decisionale oggi è ritenuto un valore industriale allora è indispensabile ripristinare un confronto serio, continuo e rispettoso con le Organizzazioni Sindacali, che ne preveda la partecipazione nel pieno rispetto delle relazioni industriali e degli accordi sottoscritti quale strumento per migliorare ed innovare i processi produttivi restituendo ai lavoratori di Tua condizioni di lavoro e salario ed all’utenza qualità, economicità e garanzia del servizio.

Solo attraverso scelte coraggiose, investimenti mirati e relazioni industriali improntate al rispetto reciproco sarà possibile costruire un'azienda realmente efficiente, moderna e vicina alle esigenze dei cittadini e dei lavoratori un'azienda che metta al centro il servizio pubblico, la sicurezza, il rispetto degli accordi e la valorizzazione delle professionalità. Solo allora si potrà parlare di un vero successo.

LE SEGRETERIE REGIONALI

  • FILT-CGIL, Aurelio Di Eugenio
  • FIT-CISL,  Andrea Mascitti
  • UILTRASPORTI, Vincenzo Marcotullio
  • FAISA-CISAL, Luciano Lizzi