Avvelenamenti della fauna, Associazioni e Carabinieri Forestale a confronto

Confermato l'impegno nel contrasto agli avvelenamenti e la disponibilità a promuovere iniziative di prevenzione e sensibilizzazione

- La Redazione

Avvelenamenti della fauna, Associazioni e Carabinieri Forestale a confronto

L'AQUILA - I gravi episodi di avvelenamento della fauna registrati nell'area del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise hanno riportato l'attenzione su una minaccia che colpisce il cuore della biodiversità appenninica. Di fronte a quanto accaduto, diciassette Associazioni (Altura, Animalisti italiani L’Aquila, Appennino Ecosistema, CAI Abruzzo, ENPA, Italia nostra, Io non ho paura del lupo, LAV, LIDA Sez. Teramo, LIPU, LNDC Animal Protection, Mountain Wilderness Abruzzo, ProNatura, Rewilding Apennines, Salviamo l’Orso, Touring Club Italiano, WWF) hanno deciso di unire le proprie forze per sostenere ogni iniziativa utile all'accertamento delle responsabilità e alla tutela della fauna selvatica.

Nelle scorse settimane le Associazioni hanno quindi scritto ai Carabinieri Forestale per esprimere la propria preoccupazione e chiedere un momento di confronto sulle attività di contrasto al fenomeno degli avvelenamenti. L'invito è stato accolto dall'Arma e nei giorni scorsi si è svolto l'incontro tra il Colonnello Giuseppe Lopez, Comandante della Regione Carabinieri Forestale "Abruzzo e Molise", il Colonnello Nicolò Giordano, Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale dell’Aquila, e una rappresentanza delle Associazioni.

Il confronto si è svolto in un clima costruttivo e collaborativo. I vertici dei Carabinieri Forestale hanno ascoltato con attenzione le osservazioni e le proposte avanzate dalle Associazioni, confermando il massimo impegno nel contrasto ai fenomeni di avvelenamento della fauna.

Nel corso dell'incontro è stato ribadito che le indagini sono tuttora in corso. Pur nel rispetto della necessaria riservatezza investigativa, i Carabinieri Forestale hanno assicurato che i controlli sul territorio proseguiranno in maniera capillare, in modo da assicurare alla giustizia i responsabili.
Tra i temi affrontati vi è stata anche la necessità di rafforzare le attività di sensibilizzazione e prevenzione. Le Associazioni hanno proposto di organizzare incontri pubblici nei Comuni interessati dagli avvelenamenti e nelle aree in cui operano abitualmente. La proposta ha trovato piena disponibilità da parte dei Carabinieri Forestale, che hanno manifestato interesse a collaborare nella realizzazione di iniziative rivolte ai cittadini. È stata, inoltre, accolta con favore la disponibilità per l’utilizzo dell’unità cinofila del WWF e di quella di Rewilding Apennines/Salviamo l’Orso a coadiuvare le due più vicine attualmente in dotazione ai Carabinieri Forestale.

Particolare attenzione è stata dedicata inoltre al tema della comunicazione. Tra le possibili attività future, è stata discussa la realizzazione di materiale informativo e di campagne di sensibilizzazione del pubblico per spiegare come comportarsi in caso di rinvenimento o sospetto avvistamento di bocconi avvelenati.
I rappresentanti dell'Arma hanno infine sottolineato l'importanza della collaborazione di tutti coloro che vivono e operano sul territorio, inclusi gli escursionisti, invitandoli a segnalare tempestivamente al 1515 o al 112 qualsiasi elemento che possa costituire una minaccia per la fauna selvatica.

L'incontro ha confermato la volontà di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e Associazioni nella lotta contro l'uso del veleno e nella tutela degli animali, delle piante e degli ecosistemi dell'Appennino.