Atri, Sinistra Italiana: poca trasparenza sul disavanzo da 12 milioni
Necessaria una verifica indipendente sostenuta da una raccolta fondi: sindaco e forze politiche sostengano l'iniziativa
- La Redazione
ATRI - Con la Determina n. 876 del 19 agosto 2026, l’Amministrazione ha affidato all’Avv. Enrico Costanzo l’incarico di tutelare il Comune rispetto alle eventuali responsabilità che potrebbero emergere dall’ispezione all’Ufficio del Giudice di Pace, per un compenso di 6.500 euro. È una scelta legittima. Difendere gli interessi del Comune e garantire il buon funzionamento dell’Amministrazione sono principi importanti, così come lo è l’imparzialità, prevista dall’articolo 97 della Costituzione. Ma proprio per questo ci chiediamo, se l’obiettivo è davvero tutelare gli interessi del Comune, perché non applicare lo stesso criterio a tutte le situazioni?
È l’articolo 97 della Costituzione a sancirlo. E se abbiamo la pazienza di leggerlo tutto, il primo comma ci ricorda che “Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico”. Insomma, la Costituzione sembra avere una curiosa abitudine, pretende che i conti tornino. E, a quanto pare, non prevede che debbano tornare solo quando fa comodo. Per questo, se davvero si vuole tutelare l’interesse del Comune, sarebbe interessante applicare lo stesso rigore non soltanto quando bisogna difendersi da eventuali responsabilità, ma anche quando ci sono 12.600.000 euro di disavanzo da capire, verificare e spiegare ai cittadini.
Giudice di Pace, bilanci, disavanzi, gestione delle risorse pubbliche, ogni eventuale errore, omissione o responsabilità deve essere verificato con lo stesso rigore. Non chiediamo che qualcuno venga considerato colpevole prima della fine degli accertamenti. Chiediamo esattamente il contrario, nessun capro espiatorio, ma neppure nessuna responsabilità nascosta o minimizzata per motivi politici. I cittadini hanno diritto di sapere come vengono gestiti i loro soldi.
Atri ha bisogno di risposte chiare, non di versioni di comodo. Ha bisogno di trasparenza e di un’Amministrazione che applichi a sé stessa lo stesso rigore che chiede agli altri. Per questo, rilanciamo con forza la proposta di una verifica indipendente sulla genesi del disavanzo di 12.600.000 euro, perché prima di parlare di responsabilità sarebbe opportuno, semplicemente, mettere in fila i fatti e capire come si sia arrivati a questa situazione.
Anche perché, sul disavanzo, nel tempo abbiamo ascoltato più versioni. Prima, in sostanza, che il disavanzo non c’era e che si trattava soltanto di debiti. Poi la responsabilità è stata ricondotta ai cittadini morosi. Infine, quando anche questa spiegazione evidentemente non bastava più, lo sguardo è stato rivolto alle amministrazioni di vent’anni fa. Insomma, i 12.600.000 euro sembrano avere una caratteristica davvero particolare, cambiano origine a seconda delle stagioni e degli umori del sindaco.
Se il disavanzo dipende dai cittadini morosi, lo si dimostri. Se deriva dai debiti, si dica quali e da dove provengono. Se la responsabilità è delle amministrazioni di vent’anni fa, si indichino atti, date e decisioni. E se invece ci sono altre ragioni, si abbia finalmente il coraggio di dirle con chiarezza. Perché a preoccuparci è soprattutto la sostenibilità futura del bilancio.
Per questo ribadiamo la nostra piena disponibilità a organizzare una raccolta fondi, coinvolgendo tutti quei cittadini che vorranno contribuire volontariamente alla realizzazione della verifica indipendente, e facciamo appello a tutte le forze politiche di opposizione, associazioni, movimenti ed ogni singolo cittadino affinché sostengano questa proposta.
Invitiamo il Sindaco a manifestare pubblicamente il proprio assenso e a permettere che si faccia finalmente chiarezza. Perché un’Amministrazione che non ha nulla da nascondere non dovrebbe avere paura di un controllo indipendente. E soprattutto, perché la trasparenza non può essere una fisarmonica politica, allargarsi quando serve a puntare il dito e restringersi quando arriva il momento di spiegare i propri conti. I 12.600.000 euro sono dei cittadini. A loro spettano le risposte. Non altre versioni. - Il Segretario di SI circolo di Atri Livio Nespoli -