Ass.ne Antonio Gramsci, quella rimozione è una ferita alla memoria collettiva di Montorio
"E' la cancellazione simbolica di una parte importante della storia locale" si legge nella nota
- Walter Cori
TERAMO - Ridurre la rimozione della storica falce e martello che per decenni ha caratterizzato il paesaggio e l’identità di Montorio al Vomano a un semplice intervento su un manufatto significa ignorarne il profondo valore storico e simbolico. Si tratta di una scelta grave, che rischia di impoverire il patrimonio memoriale della nostra comunità.
Quel simbolo rappresentava, e continua a rappresentare, una parte della storia civile, sociale e antifascista del paese. Montorio al Vomano ha svolto un ruolo significativo nella Resistenza teramana e nella successiva ricostruzione democratica. Le lotte dei contadini, dei lavoratori e delle organizzazioni popolari che hanno segnato gli anni della Liberazione e del dopoguerra costituiscono un elemento fondamentale dell’identità del territorio.
In questo contesto, la rimozione della falce e martello non può essere considerata un fatto neutrale. Essa priva la comunità di un riferimento storico che appartiene non a una parte politica, ma alla memoria collettiva di Montorio e dell’intero territorio provinciale e regionale.
Particolarmente significativo e doloroso è il ricordo della figura di Giuseppe Di Marzio, partigiano catturato dalle forze fasciste repubblichine e tedesche e fucilato nella piazza di Montorio il 29 gennaio 1944 davanti alla popolazione, nel tentativo di intimidire il movimento resistenziale locale. Il suo sacrificio rappresenta una delle pagine più importanti della storia del paese e testimonia il prezzo pagato da tanti uomini e donne per la conquista della libertà e della democrazia.
Il simbolo oggi rimosso si inseriva anche nel patrimonio di memoria nato da quella stagione storica: il ricordo della guerra e dell’occupazione, della Resistenza e della successiva mobilitazione sociale che accompagnò la rinascita democratica del territorio.
Per queste ragioni esprimiamo profonda preoccupazione per una decisione che assume il significato di una cancellazione simbolica di una parte importante della storia locale. Montorio merita una riflessione pubblica e condivisa sul proprio passato, fondata sul rispetto della memoria storica e sul riconoscimento del contributo che la Resistenza, il movimento dei lavoratori e le generazioni del dopoguerra hanno offerto alla costruzione della comunità democratica che conosciamo oggi.
La memoria non appartiene a una parte politica: appartiene a tutti. Proprio per questo deve essere custodita, studiata e trasmessa alle future generazioni - Associazione "Antonio Gramsci Abruzzo" -