Ama, "la politica aveva il dovere di dare risposte ai lavoratori"

La nota di Biondi, Bergamotto e Mannetti sulla citazione della Corte dei Conti per danno erariale

- La Redazione

Ama, "la politica aveva il dovere di dare risposte ai lavoratori"

L'AQUILA - “Abbiamo ricevuto la notifica di un atto di citazione dinanzi alla Corte dei conti relativo alla vicenda delle indennità riconosciute ai lavoratori dell'Azienda della mobilità aquilana e al trasferimento di risorse destinate alla società”. Lo affermano in una nota il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, gli ex assessori Fausta Bergamotto e Carla Mannetti, attualmente, rispettivamente, sottosegretario di Stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy e consigliere della Regione Abruzzo, e l'allora amministratore unico dell'Ama Gianmarco Berardi.

"La questione risale agli anni 2020 e 2021, in un momento particolarmente delicato per Ama a seguito dell'azzeramento della contrattazione di secondo livello a causa delle difficoltà economiche dell'azienda ereditate dalla precedente gestione. All’interno della società esisteva da tempo una significativa differenza di trattamento economico tra i lavoratori assunti prima del 1999 e quelli entrati in servizio successivamente. Il contenzioso sfociò anche in ricorsi davanti al giudice del lavoro e determinò uno stato di agitazione sindacale, con l’apertura di una procedura di raffreddamento presso la Prefettura e proteste clamorose che richiesero un deciso impegno istituzionale".

"Proprio nell’ambito di quel confronto, alla presenza e in pieno accordo con le organizzazioni sindacali, si arrivò alla definizione di un percorso volto a superare la sperequazione esistente tra i dipendenti e a garantire maggiore stabilità all’azienda. La procedura si concluse con un verbale di conciliazione e con la previsione di un fondo perequativo destinato a ridurre le differenze salariali e contestualmente a ottimizzare il servizio per le rinnovate esigenze dell'utenza e per fronteggiare l'emrgenza Covid in atto. Si è trattato, in sostanza, di risorse che il Comune ha regolarmente e interamente trasferito nelle casse di Ama affinché la società potesse far fronte agli impegni presi con i propri dipendenti".

"È fondamentale chiarire che le scelte della parte politica non furono assunte in modo isolato o estemporaneo: esse si inserirono in un procedimento amministrativo complesso, accompagnato da relazioni, istruttorie e valutazioni tecniche avallate da tutti i dirigenti che si sono succeduti alla guida del settore Partecipate dell'ente dall'inizio del 2020, e in un quadro nel quale erano intervenuti anche gli organi societari e il Consiglio comunale con propri indirizzi, la stessa documentazione richiamata nell’atto di citazione, infatti, dà conto di relazioni e proposte dell’amministratore unico, del collegio sindacale e del revisore unico, oltre che dell’attività degli uffici e dei consulenti".

"In quel momento la politica aveva il dovere di dare risposte a una situazione concreta e molto delicata: c’erano impegni assunti nel confronto con i lavoratori, una forte tensione sindacale e la necessità di garantire la continuità e la la serenità di un servizio pubblico essenziale per studenti, categorie deboli e fragili e anziani, nell'esclusivo interesse della comunità cittadina".

"Nessun amministratore ha tratto alcun beneficio personale da quelle decisioni, anzi: i fondi oggetto della contestazione sono stati destinati esclusivamente all’azienda. L’obiettivo era unicamente quello di affrontare un problema aziendale reale e di dare una risposta ai lavoratori, nel rispetto del percorso tecnico e istituzionale seguito in quei mesi".

"Per questo viviamo con amarezza il fatto di essere oggi chiamati a rispondere personalmente di quelle scelte. Naturalmente sarà il collegio giudicante della Corte dei conti a valutare nel merito le singole posizioni e nelle sedi competenti faremo valere tutte le nostre ragioni ma riteniamo doveroso ricordare sin da ora il contesto nel quale quelle decisioni furono assunte, caratterizzato da forte conflittualità, e sostenuto da una pluralità di valutazioni tecniche e amministrative e senza alcun vantaggio personale per amministratori comunali e dirigenti".

"Tra l'altro la tesi del procuratore con l'asserita illegittimità dell'accordo sindacale, se confermata, rischia di riaprire un fronte a danno dei lavoratori e di conseguenza di un servizio essenziale per la città".

"Come sempre abbiamo agito in perfetta buona fede con la convinzione di tutelare Ama, i suoi lavoratori e l’interesse della città ed è per questo che abbiamo ritenuto giusto spiegare con chiarezza quanto sta accadendo oggi". - Pierluigi Biondi, Fausta Bergamotto e Carla Mannetti -