Alba Adriatica, Noi Moderati e Fratelli d'Italia: il Comune gode di personale in eccesso!

L'opposizione attacca: "Sulla base di quale analisi dei fabbisogni è stato stabilito che il Comune non avrà necessità di utilizzare neppure una parte di tale capacità per rafforzare i propri servizi?"

- La Redazione

Alba Adriatica, Noi Moderati e Fratelli d'Italia: il Comune gode di personale in eccesso!

ALBA ADRIATICA - Il Comune di Alba Adriatica gode di personale in eccesso!!!
Con delibera di Giunta 274 del 15 settembre 2026 il Comune di Alba Adriatica cede all’Unione dei Comuni € 100.000,00 di capacità assunzionale.
Il punto centrale è che l’art. 32, comma 5, T.U.E.L. consente ai Comuni di cedere, anche parzialmente, la propria capacità assunzionale all’Unione, ma non impone di farlo. È quindi una scelta discrezionale dell’amministrazione comunale. 
Il punto centrale però è che la stessa delibera afferma che il Comune dispone di una capacità assunzionale teorica di € 100.000 e di uno «spazio finanziario residuo per maggiori assunzioni» anch'esso pari a € 100.000. 
Poi, nel dispositivo, decide di cedere all'Unione proprio € 100.000 di capacità assunzionale. 
Quindi, sulla base dei numeri riportati nell'atto, non viene ceduta una piccola parte dell'eccedenza: viene ceduto l'intero spazio assunzionale residuo quantificato dalla stessa amministrazione.

Chiediamo quindi se il Comune dispone di € 100.000 di capacità assunzionale residua e decide di trasferirne € 100.000, sulla base di quale analisi dei fabbisogni è stato stabilito che il Comune non avrà necessità di utilizzare neppure una parte di tale capacità per rafforzare i propri servizi?
Il problema diventa ancora più significativo perché la delibera qualifica espressamente la decurtazione come permanente e definitiva e dispone che della riduzione strutturale del budget si tenga conto anche nei futuri aggiornamenti del PIAO. 
Questo sta a significare che ridurremo strutturalmente la capacità assunzionale dell’Ente.
Prima di qualificare 100.000 euro di capacità assunzionale come eccedenti rispetto alle necessità del Comune, sarebbe quindi opportuno rendere conoscibili i dati sulla dotazione effettiva, sui posti vacanti e sulle esigenze rappresentate dai responsabili dei singoli servizi.
A questo punto la domanda dei cittadini è inevitabile: con quale coerenza il Comune può cedere capacità assunzionale ad altro Ente mentre, nella vita quotidiana, servizi essenziali appaiono già rallentati, scoperti o comunque messi in difficoltà dalla carenza di personale? Non si tratta di impressioni astratte, ma di situazioni concrete e facilmente verificabili:
per ottenere una carta d’identità servono quasi tre mesi, un tempo difficilmente compatibile con l’idea di servizi pienamente efficienti;
sul territorio restano ancora segnali stradali e transenne utilizzati per le giornate del triathlon, nonostante l’evento si sia concluso da oltre quindici giorni;
i cavalletti segnaletici delle buche rimangono in strada per mesi, quasi fossero diventati parte stabile dell’arredo urbano;
il Comando di Polizia Locale può contare su un Comandante presente solo tre giorni feriali a settimana ed è ancora privo di un vice: al punto che, per la firma delle ordinanze di viabilità, si ricorre alla nomina dell’Ingegnere dell’Ufficio Lavori Pubblici e Manutentivo;
lo sportello al pubblico del Comando di Polizia Locale è aperto e il servizio viene garantito solo tre giorni a settimana;
l’accesso agli uffici tecnici è possibile solo su appuntamento, tramite numeri telefonici ai quali, troppo spesso, nessuno risponde;
non viene garantito il servizio di reperibilità, con conseguenze pesanti anche in situazioni particolarmente delicate come le tumulazioni: se il decesso avviene il venerdì in tarda mattinata, la tumulazione può slittare al lunedì.
Una scelta a dir poco leggera che richiede spiegazioni e non formule generiche
Di fronte a servizi primari ed essenziali che non risultano pienamente garantiti, appare francamente insufficiente e superficiale limitarsi ad affermare che la capacità assunzionale del Comune sarebbe ampiamente superiore e in eccedenza rispetto al fabbisogno reale. 
Una conclusione così netta, soprattutto quando comporta una riduzione permanente della capacità assunzionale dell’Ente, non può restare affidata a una formula generica ma deve essere dimostrata con dati chiari, verificabili e riferiti almeno:
alla situazione reale dei singoli uffici e servizi comunali;
alle unità effettivamente in servizio, non solo a quelle previste sulla carta;
alle cessazioni già previste o comunque prevedibili;
ai carichi di lavoro che oggi gravano sugli uffici e ricadono, inevitabilmente, sui cittadini.
Siamo tutti stanchi, molto stanchi, di assistere a scelte che appaiono leggere e superficiali, soprattutto quando resta difficile comprendere quale beneficio concreto ne derivi per il Comune di Alba Adriatica. 
Prima di dichiarare che il Comune dispone di capacità assunzionale “in eccesso”, bisognerebbe avere il coraggio di guardare in faccia i cittadini e spiegare perché tanti servizi essenziali non funzionano come dovrebbero.
E occorre dirlo con chiarezza: la responsabilità non può ricadere sul personale oggi in servizio, che ogni giorno opera in condizioni difficili, ma sull’attuale amministrazione che, in tutti questi anni, non ha saputo dotare l’Ente di un organico numericamente adeguato alle reali esigenze della città.
                                        
 Il consigliere comunale Noi Moderati 
                                                Massimo Marconi
                                
  I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia
                                                Laura D’Ambrosio
                                                  Valerio Caserta