VIDEO e FOTO | Agosto in carcere: i drammi di Castrogno
L'iniziativa politica del Partito Radicale ribadisce il non rispetto della Costituzione e le enormi criticità della Casa Circondariale di Teramo
- Walter Cori
TERAMO - A Castrogno, oggi, ci sono 456 detenuti (appena due anni or sono erano 370) e mancano 57 agenti: la situazione è ovviamente peggiorata dagli 83 reclusi in più senza considerare che, complessivamente, la struttura è sovraffollata nella misura del 183% (a livello nazionale è del 141%). Ci sono da aggiungere dei dati allarmanti: dal 31 Maggio, in meno di tre mesi, si registrano tre suicidi e, nel solo anno in corso, sono stati ben 34 i tentativi.
Della 13° "visita" teramana organizzata dal Partito Radicale, hanno fatto parte:
- Ernesto Albanello, psicologo psicoterapeuta;
- Antonella Ballone, presidente della CCIAA Gran Sasso (AQ - TE);
- Flavio Conciatori, giudice presso il tribunale di Teramo;
- Adele Di Rocco, presidente del coordinamento Codice Rosso;
- Ariberto Grifoni, consigliere generale del Partito Radicale;
- Marialuigia Orfanelli, consigliere comunale Fratelli d’Italia di Giulianova;
- Romano Orrù, ordinario diritto pubblico comparato università di Teramo;
- Alberta Ortolani, consigliere Cittadino Governante di Giulianova;
- Marilena Rossi, consigliere regionale abruzzese Fratelli d’Italia;
- Giulio Cesare Sottanelli di Azione, il solo deputato teramano.
Giulio Cesare Sottanelli, di Azione: “In questi due anni ho presentato interrogazioni e segnalazioni, fino a chiedere l'invio di ispettori del Ministero. L'attenzione su questo gravissimo problema non deve scemare”.
Tutti concordi nel riconoscere che il problema (enorme) esiste e va affrontato in maniera diversa, perché "in carcere ci sono tutti i disagi che viviamo nella società civile di tutti i giorni. Bisogna fare quadrato, andando oltre la politica fino a studiare attentamente il questionario meticolosamente curato dal Partito Radicale". Lo slogan che ha unito tutti è stato: "Formazione e rieducazione".
Particolarmente significativo l'intervento del prof. Romano Orrù: "L'iniziativa mi ha dato una grande opportunità ed è stata un'esperienza importante. Il carcere non deve essere un posto separato ed è bene sapere che recandovisi non si sta portando granchè rispetto al quel che si prende. C'è poi l'art. 27 che cambia il concetto di pena ed impone il rispetto della dignità.".
Ariberto Grifoni: "Non è un'emergenza quella di Castrogno, ma una situazione ultradecennale. Nel 2013 la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per aver disatteso l'art. 27 della Costituzione".