FOTO | Aggressività giovanile, Mancini: mettere al centro l'aspetto educativo e preventivo

Per il Procuratore dei minorenni all'incontro della Cpo studentesca: è necessario rivedere l'interazione di istituzioni e adulti con i ragazzi

- La Redazione

FOTO | Aggressività giovanile, Mancini: mettere al centro l'aspetto educativo e preventivo

TERAMO - La scuola, le istituzioni, la famiglia, la violenza. Ieri mattina al Liceo “Curie” di Giulianova è andato in scena un confronto generazionale, “Aggressività giovanile: giudizio o comprensione”, organizzato dalla neonata Commissione pari opportunità studentesca in collaborazione con la Provincia di Teramo e la CPO dell’Ente, all’interno di un percorso avviato con il progetto “Ti Ri-Conosco” nato per lavorare sulle “radici della violenza” delle giovani generazioni. Il tema è stato scelto dalle ragazze e dai ragazzi della Commissione studentesca, che in questi mesi hanno ascoltato storie e voci dei compagni di scuola. Un tema, evidentemente, di stretta attualità, considerati i fatti di cronaca degli ultimi giorni che hanno riguardato minori: dall’aggressione al docente del "Peano - Rosa" di Nereto ai reati di pornografia virtuale e revenge porn contestati a due 14enni. E con i ragazzi, ieri, c’era anche il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di L'Aquila David Mancini che di questi casi si è occupato.

“Gli ultimi episodi non sono tanto ultimi - ha precisato il Procuratore - perché ormai sono anni che trattiamo di reati gravi che riguardano i minori, ma fino a quando l'approccio sarà occasionale e meramente repressivo, continueremo a registrare episodi di questo genere. Bisogna riflettere su come poter approcciare la realtà. C'è la necessità di mettere al centro l'aspetto educativo, l'aspetto preventivo e riconsiderare completamente, secondo me, il modo con cui le istituzioni e le comunità degli adulti vogliono interagire con i ragazzi”. Parole di apprezzamento per la neonata Commissione studentesca: “Non amo i convegni, sono venuto qui perché mi è piaciuta l’idea di un confronto alla pari con i ragazzi”.

Considerazioni tracciate in maniera quasi simmetrica anche dal presidente della CPO del Curie: “Dobbiamo chiederci se il giudizio possa fermare il sangue. Non vogliamo essere una generazione che si divide tra carnefici e giudici, ma vogliamo essere la generazione che rompe il ciclo della violenza attraverso la consapevolezza. Giacomo Bongiorni meritava di tornare a casa quella sera. La professoressa di francese meritava di insegnare in tranquillità, in pace. Il nostro impegno è fare in modo che il rispetto non sia più una via eccezionale, ma l'unica via possibile”, così ha concluso Gabriel Deli Lorga, il presidente eletto dagli studenti e dalle studentesse che in un racconto introduttivo ha ripercorso alcuni casi di cronaca: Giacomo Bongiorni, l’uomo aggredito e ucciso per un rimprovero ad un gruppo di ragazzi; il tredicenne che ha aggredito con un coltello la professoressa di francese mentre riprendeva la scena; il 17enne che ha ucciso Santo Romano a San Sebastiano al Vesuvio, in provincia di Napoli, per una lite su una scarpa sporcata.

Il confronto si è animato con le voci degli invitati che rappresentano le tante parti in causa: la scuola, le istituzioni locali, i presìdi di controllo e legalità, la rete sociale a partire dai servizi territoriali di supporto e sostegno psicologico.

In tanti hanno raccolto l’invito della neonata Commissione: Antonio Rignanese, ispettore dell’Anticrimine della Questura di Teramo, Luana Strippoli, capo di gabinetto della Prefettura, l’educatore sociale Domenico Capanna, lo psicologo della ASL di Teramo Gaetano Ruggieri, l’assessora del Comune di Giulianova Lidia Albani, Alessandro Perfetti dell’associazione ITACA e Sonia Delle Monache della CPO provinciale.

“Questa esperienza ci insegna ad ascoltare e a farci delle domande, dobbiamo ringraziarvi per quello che state facendo”, ha sottolineato Gabriella Recchiuti, consigliera provinciale delegata alla scuola: “Il progetto Ti Ri-Conosco della Provincia sta muovendo i primi passi e la vostra iniziativa, come i fatti di cronaca di questi giorni, offrono tanti elementi di riflessione che mi toccano anche sul piano personale come genitore. Un cammino che faremo insieme”.

Doverosi riconoscimenti ai docenti e alla dirigente scolastica Silvia Recchiuti che hanno favorito questa esperienza: Paola Straccialini, Pierluigi D’Annunzio, Romina Di Giacinto, Nadia Diodati, Amelia Toscani.

A chiudere l’intensa mattinata Erika Angelini, presidente della CPO provinciale, che ha lavorato alla costituzione della commissione: “Non so se è la prima CPO studentesca in Italia, anche se non abbiamo notizie di altre, ma certamente non rimarrà sola. L'abbiamo inserita nel nostro programma e ci crediamo fino in fondo, affinché diventi uno strumento per la crescita e il confronto. Perché è a questa età che l’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità, la costruzione di pari opportunità possono mettere un seme importante. E diventa un luogo promosso e gestito dalle ragazze e dai ragazzi, dove possono sentirsi liberi di operare e dove, fattore importante, far crescere l’ascolto e la relazione fra loro, uscendo dalla gabbia del cellulare”