Aggressione efferata: un giovane con 25 giorni di prognosi
Individuati l'aggressore ed il complice: frattura delle ossa nasali per la vittima
- Walter Cori
SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Nelle prime ore della mattinata di ieri, i militari della Compagnia Carabinieri di San Benedetto del Tronto hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ascoli Piceno su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Il provvedimento restrittivo colpisce due cittadini italiani residenti in città: un trentatreenne ed un trentunenne, ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro ed a vario titolo dei reati di spaccio di stupefacenti, tentata estorsione, tentata rapina e lesioni personali aggravate.
L'indagine trae origine dal violento pestaggio consumatosi lo scorso 6 maggio, poco dopo le ore 19:00, sul marciapiede cittadino di Via Pasqualini.
La vittima, un giovane locale, senza apparente motivo è stato improvvisamente aggredito e colpito ripetutamente al volto; soccorso da personale medico ha riportato la frattura delle ossa nasali ed una prognosi di 25 giorni.
L'azione invece si inquadrava in uno spietato scenario di recupero crediti illeciti legato a pregressi debiti di droga. Nello specifico: il trentatreenne ha sferrato molteplici pugni al volto della vittima pretendendo il denaro, arrivando a strappare con forza il borsello per ispezionarlo alla ricerca di contanti.
Il trentunenne complice, giunto sul posto alla guida di un'autovettura, pur essendo sprovvisto di patente, ha fornito un supporto essenziale all'agguato, frapponendosi tra l'aggressore e due amici della vittima, bloccandoli e impedendo loro di prestare soccorso.
A fronte di un'aggressione efferata, consumata all'aperto e con sfrontato senso di impunità, gli investigatori dell'Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di San Benedetto del Tronto hanno messo in campo avanzate metodologie d'indagine, partendo da una semplice targa dell'auto utilizzata fino all'impiego di un sofisticato sistema di comparazione fisionomica in dotazione all’Arma dei Carabinieri.
Individuato ed arrestato l'autore materiale del misfatto, mentre il complice è attivamente ricercato al fine della sua cattura.
Ciò si comunica nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento - indagini preliminari - fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.