La società Petroceltic il 3 maggio scorso ha presentato istanza di rinuncia al MISE per tre permessi di ricerca e un’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi in Adriatico.
 
Si tratta di una bellissima notizia visto che le aree coperte da questi titoli minerari, denominati B.R270.EL, B.R271.EL e B.R272.EL e d 505 B.R.-EL (istanza) sono immense. I tre permessi di ricerca, per dire, coprono 94.500 ettari di mare.
 
Contro queste proposte di attività petrolifere in questi anni erano insorti cittadini, movimenti ed enti locali. Tanti i bastoni tra le ruote messi alla deriva petrolifera che il famigerato decreto Sblocca Italia voleva imporre anche in Adriatico, con ricorsi, manifestazioni, proposte di legge e tante altre iniziative. I frutti di questa lotta per la tutela dell’ambiente e il clima iniziano a dare frutti e dopo Ombrina un’altra azienda di petrolieri è costretta a fare dietrofront.
 
Purtroppo rimangono numerose istanze e titoli minerari sia in mare che a terra.
 
Per questo continueremo la battaglia per far sì che l’emergenza climatica sia finalmente riconosciuta e che le fonti fossili diventino il prima possibile un ricordo. Auspichiamo che tutte le forze politiche riconoscano la necessità di far tramontare ogni ipotesi di sviluppo di progetti di estrazione di idrocarburi in Italia, sia in mare che a terra.