ROSETO DEGLI ABRUZZI – “Leggere il comunicato della maggioranza fa quasi tenerezza, se non fosse per il livello allarmante di falsificazione, aggressività e confusione istituzionale che lo contraddistingue. Quando una maggioranza non ha argomenti, ricorre alla tecnica più vecchia del mondo: l’insulto personale e il revisionismo. È quello che succede a Roseto, dove chi ha ignorato le regole, stravolto il Regolamento e calpestato i diritti dell’opposizione, oggi tenta maldestramente di riscrivere la storia scaricando le proprie colpe su chi ha osato difendere la legalità.

È bene chiarirlo subito: le spese legali non sono causate dai ricorsi, ma dalle violazioni della legge da parte di chi amministra. Se la maggioranza non avesse approvato un regolamento manifestamente illegittimo, aggirando il confronto e imponendo tempi e metodi indegni di una democrazia, nessuno avrebbe avuto motivo di ricorrere al TAR. La responsabilità dei costi legali è tutta politica ed è interamente vostra. Il tentativo di infangare la figura della consigliera Teresa Ginoble con un’accozzaglia di accuse raffazzonate, risalenti in parte a sette anni fa, dimostra una cosa sola: avete paura di chi conosce le regole meglio di voi e non si piega ai vostri abusi. Parlate di ‘forzature’ senza citare una sola sentenza che le abbia confermate. Anzi, dimenticate che in diversi casi è stato proprio il TAR a dar ragione all’opposizione.

Sul regolamento, poi, ci vuole davvero coraggio (o disonestà) a parlare di condivisione: avete trasformato la Commissione in una farsa, senza garantire tempi, materiali né reale confronto. Nessuno ha preferito andare al mare piuttosto che impegnarsi per la città. Siete voi ad aver imposto un testo già scritto, e il deposito degli emendamenti – perfettamente legittimo – è stata l’unica risposta possibile a un tentativo premeditato di imbavagliare il Consiglio. Se aveste voluto davvero discutere, l’avreste fatto in Commissione, non con forzature da regime.

Quanto alle presunte ‘assenze’ e ‘diserzioni’, sappiate che partecipare non significa applaudire, ma esercitare un ruolo critico e vigilante, anche con la scelta legittima di abbandonare l’aula per non avallare abusi. Chi non si presenta ai Consigli è spesso chi, tra i vostri banchi, firma le delibere senza sapere nemmeno cosa c’è scritto. Particolarmente infelice e strumentale è il riferimento al consigliere Francesco Di Giuseppe. Le insinuazioni circa una sua presunta scarsa partecipazione ai lavori consiliari ignorano volutamente la realtà: Di Giuseppe si trova a Bruxelles per lavoro, dove ricopre un incarico che lo impegna su questioni di alto profilo all’interno delle istituzioni europee. Tutto questo senza mai far mancare l’attenzione e la presenza – in aula o da remoto – alla vita politica della sua città.

L’attività svolta a livello europeo non è un ostacolo, ma una risorsa per Roseto, che può contare su un rappresentante attivo nei luoghi dove si prendono decisioni cruciali per il futuro dell’Europa. Chi oggi lancia accuse dimostra di non avere la minima idea di cosa significhi lavorare in ambito internazionale, costruire reti istituzionali o promuovere visioni politiche concrete. La differenza è semplice: c’è chi lavora, e c’è chi chiacchiera.

Infine, il tentativo di dividere l’opposizione attraverso insinuazioni ridicole sulle alleanze politiche è l’ennesima conferma di un nervosismo sempre più evidente. Chi è in crisi di consenso cerca nemici ovunque, anche tra le ombre. Se in tre anni il presidente Recchiuti non è stata in grado di licenziare un regolamento legittimo, pur disponendo di una granitica maggioranza, la responsabilità è solo ed esclusivamente la sua. L’unica cosa utile che l’amministrazione può fare è spiegare a noi, ma soprattutto alla comunità, il perché dell’appello in Consiglio di Stato considerato che a loro avviso la sentenza del Tar nulla ha cambiato rispetto a prima.

Con gli oltre 30mila euro spesi finora avrebbero potuto dare una valida risposta alle tante famiglie che hanno subito lo stratosferico aumento dei buoni pasto, liquidate con soluzioni tanto improbabili quanto umilianti. Accusare nascondendosi dietro gruppi politici, associazioni o diciture del tipo “consiglieri di maggioranza” è tipico di questa amministrazione che non mostra mai coraggio e non riporta mai nomi e cognomi nei propri comunicati. Invece di attaccare chi difende le regole e lavora con serietà per Roseto – dentro e fuori dall’aula – la maggioranza farebbe bene a rispettare finalmente le istituzioni. Sarebbe già un passo avanti”. – I Consiglieri Francesco Di Giuseppe, Teresa Ginoble, Nicola Petrini –