ROSETO DEGLI ABRUZZI – “La vicenda che vede coinvolta la società calcistica ASD Universal Roseto 1920 rappresenta una chiara testimonianza della totale asocialità dell’amministrazione Nugnes”. A sottolinearlo il commissario cittadino della Lega Roseto, Luigi Felicioni. “Costringere una società sportiva ad emigrare per una sola partita di cartello e con un importante afflusso di tifosi della società ospitata, significa cambiare il titolo di cui tentano di fregiarsi Nugnes & C.: ‘Roseto città dello sport per gli amici de noatri’. Non potrebbe essere diversamente – spiega Felicioni – visto che lo stadio Fonte dell’Olmo, struttura pubblica che ha ospitato poche settimane fa una finale di Coppa Italia dilettanti tra Giulianova e Castelnuovo, sembra essere a uso esclusivo di un’altra società di calcio, guarda caso presieduta da un candidato della coalizione che ha sostenuto l’elezione dell’attuale sindaco Nugnes. Costringere la ASD Universal Roseto 1920 a chiedere ospitalità alla vicina Giulianova o addirittura a decidere di giocare questa importante partita casalinga in trasferta dagli ospiti della Santegidiese è un vero paradosso alla luce delle ridicole scuse accampate per giustificare una gestione maldestra e vendicativa di tutta la vicenda: una regolare richiesta protocollata il 19 marzo scorso, seguita da una regolare partita dell’altra società il 23 marzo, con susseguente necessità ‘scientifica’ di concimare il manto erboso il giorno dopo in modo da avere la scusante pronta per comunicare alla ASD Universal Roseto 1920 che l’impianto non è ‘purtroppo’ disponibile perché in manutenzione. Un comportamento francamente censurabile per la disparità di trattamento, ma anche e soprattutto per la caduta d’immagine di Roseto come città dello sport aperta e solidale”.
“L’ennesima dimostrazione dell’incapacità gestionale di questa amministrazione. Come Lega Roseto domandiamo, quindi, pubblicamente al sindaco Mario Nugnes e al suo assessore allo sport Annalisa D’Elpidio: l’impianto Fonte dell’Olmo è ancora una struttura pubblica o invece è diventata una proprietà privata? All’evidenza di una società ‘padronale’ che attualmente sembra avere il campo in uso pressoché esclusivo e che come da atti ne è solo ufficialmente ‘custode’, l’amministrazione conosce la differenza tra custode e gestore? Perché in quasi 3 anni di amministrazione non si è mai provveduto alla gara per l’affidamento della gestione dell’impianto? Il glissare su un bando di gestione dell’impianto con tanto di regolamento, nasce forse dal fatto che l’attuale custode non potrebbe vantare gli stessi titoli della ASD Universal Roseto 1920? Ed ancora come si giustifica l’amministrazione nei confronti delle circa 300 famiglie dei tesserati della Universal Roseto che subiscono da anni queste discriminazioni, nonostante impegno e sacrifici? Siamo certi – conclude Felicioni – che questi atteggiamenti, frutto di sudditanze e preferenze indebite, siano arrivati a livelli preoccupanti da dover oramai parlare di una sorta di patriarcato sportivo per l’impianto Fonte dell’Olmo. Attendiamo chiare e nette risposte”.