PESCARA – “Ci risiamo. La destra delle tasse continua a colpire i giovani e i ceti medi, già tartassati. A causa dell’elevato debito accumulato nella sanità regionale, la giunta guidata da Marsilio si accinge ad aumentare l’addizionale regionale sull’IRPEF. Una manovra che non porterà alcun miglioramento nei servizi, ma servirà unicamente a coprire il buco finanziario prodotto da anni di cattiva gestione. Dire che l’aumento si scaricherà solo sui redditi più alti è un’affermazione scorretta. L’incremento dell’aliquota colpirà in particolare la fascia di reddito tra i 28.000 e i 50.000 euro lordi, ovvero lavoratori che guadagnano anche circa 1.500 euro netti al mese. In questa categoria rientrano tanti giovani che, già costretti a lottare con stipendi bassi e un costo della vita sempre più alto, si vedranno ulteriormente penalizzati senza ricevere nulla in cambio”. Lo dichiara Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici Abruzzo, insieme alla task force giovanile della sanità di cui fanno parte la studentessa di medicina Alessandra Orlando, il giovane odontoiatra Luca Guerrini e l’esperto di AI per la sanità Valentino Grossi.

“Questa situazione è insostenibile – commentano – i giovani abruzzesi non sono solo costretti ad andarsene per cercare un lavoro, ma anche per potersi curare. Nel 2022 la Regione ha speso oltre 104 milioni di euro per la mobilità passiva, ovvero per rimborsare le cure ricevute dai cittadini abruzzesi in altre regioni. Questo significa che ogni abitante dell’Abruzzo paga indirettamente circa 82 euro l’anno per curarsi fuori, soldi che potrebbero essere investiti per potenziare le strutture sanitarie locali”. Eppure, i numeri parlano chiaro: il nostro sistema sanitario è sempre più fragile. I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che misurano la qualità delle prestazioni sanitarie, danno all’Abruzzo un punteggio di 184,52 su 300, ben lontano da regioni come Toscana ed Emilia-Romagna, spesso citate come modelli dal presidente Marsilio. E non va meglio con i fondi del PNRR: la realizzazione delle Case della Comunità, strutture pensate per garantire un’assistenza sanitaria più vicina ai cittadini, è in ritardo drammatico. Su 40 strutture finanziate, che avrebbero dovuto essere operative entro il 2024, nemmeno una è stata completata.

“Un fallimento che rischia di far perdere alla nostra regione milioni di euro destinati alla sanità territoriale. Le conseguenze di questa gestione scellerata – proseguono i Giovani Dem – ricadranno su di noi giovani, che già oggi siamo costretti a prendere treni all’alba (quando funzionano, chiedere al Ministro Salvini) non solo per lavorare e studiare, ma anche per curarci. Marsilio è molto attento a ciò che accade a Roma, ma gli basterebbe fare una passeggiata nelle stazioni d’Abruzzo per vedere con i propri occhi quanti giovani partono ogni giorno per andare in altre regioni a trovare quelle opportunità e quei servizi che qui non esistono più”.

“La sanità pubblica dovrebbe garantire cure di qualità a tutti, senza costringere le persone a spostarsi o a rivolgersi al privato. Invece, la giunta Marsilio continua a scaricare il peso delle proprie scelte su chi ha meno possibilità, mentre lascia che il nostro sistema sanitario sprofondi in una crisi senza fine. Siamo pronti a sostenere ogni mobilitazione”, concludono.