PESCARA – Sull’inserimento dell’Abruzzo nelle reti di trasporto transeuropee TEN-T l‘assessore regionale ai trasporti Umberto D’Annuntiis mente o ignora la vicenda. Sicuramente dice il falso quando afferma – come ha fatto ieri – che “l’Abruzzo era completamente escluso dai corridoi europei della mobilità”.
Ho perorato la causa dell’inserimento dell’Abruzzo nelle reti TEN-T sin dai primi giorni del mio mandato come presidente di giunta regionale. Per questo caldeggiai l’approvazione della delibera n. 396 del 23 maggio 2015, con la quale l’amministrazione da me presieduta si attivò per l’estensione delle reti TEN-T alle Marche, all’Abruzzo, al Molise e alla Puglia. Da quel momento è iniziato un cammino che il 28 ottobre 2015 ha portato all’approvazione, da parte del Parlamento europeo, dell’emendamento n. 2 al Report A8-0279/2015, con il quale si dava il via libera al progetto di inclusione. Tra i parlamentari europei che si adoperarono per raggiungere questo obiettivo voglio ricordare innanzitutto Ivan Jakovcic, relatore per la strategia della macro-regione Adriatico-ionica, e poi Massimo Paolucci, Enzo Bianco e il compianto David Sassoli.
Per completare il raggiungimento di questo traguardo, il 15 gennaio 2016 a Pescara fu siglato il “Patto per la connettività dell’Adriatico” tra la Regione Abruzzo, l’Assemblea generale dell’Euroregione Adriatico-Ionica e la Regione di Tirana. L’accordo impegna le Regioni e gli altri enti coinvolti a sviluppare congiuntamente interventi di valore aggiunto europeo sull’area adriaticoionica. Dunque la giunta attuale non ha inventato niente: si è soltanto limitata a proseguire – con 9 anni di ritardo – il lavoro già avviato dall’esecutivo che ho presieduto. Ma questo D’Annuntiis e i suoicolleghi difficilmente lo scriveranno nei loro comunicati, considerato il cattivo rapporto che hanno con la realtà dei fatti – On. Luciano D’Alfonso