L’AQUILA – C’è la stalla hi-tech per il rilancio del pecorino di Farindola, il tessuto natural fashion allo zafferano di Navelli o il salame al luppolo delle campagne teramane. Ma anche l’orto a misura di carrozzina, il salame alle bucce biologiche e la cialda energetica di vuole rinvigorire il corpo e non solo la mente. E’ una agricoltura del futuro con una forte inclinazione alla “solidarietà” e al senso di “riscatto” la protagonista dell’edizione abruzzese 2019 di Oscar Green, il concorso sull’innovazione promosso da Coldiretti Giovani Impresa che, nella selezione regionale, ha premiato 6 imprenditori con meno di 40 anni che hanno deciso di fare agricoltura nel periodo del dopo sisma. I risultati sono stati svelati questa mattina a L’Aquila, in piazza del Duomo, nella giornata conclusiva della manifestazione L’Aquila made in Italy promossa da Coldiretti Abruzzo alla presenza del presidente di Coldiretti Abruzzo Silvano Di Primio che ha ricordato l’importanza del cibo per Coldiretti, del delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa Giuseppe Scorrano e della delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa Veronica Barbati che ha rimarcato che “sono i giovani agricoltori i grandi protagonisti del dopo sisma perché hanno conservato la voglia e la volontà di fare impresa, nonostante tutto”. Presenti anche il vicesindaco del Comune dell’Aquila e l’assessore regionale alle politiche agricole della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente e il direttore di Coldiretti Abruzzo Giulio Federici. “Un concorso che si dimostra molto sentito dai giovani agricoltori – dice Silvano Di Primio, presidente di Coldiretti Abruzzo – l’interesse dimostrato dai partecipanti dimostra concretamente la presenza e l’entusiasmo del nuovo tessuto imprenditoriale che si impegna per produrre prodotti e progetti nuovi con una buona dose di inventiva e di creatività”. Soddisfatto anche il delegato di Coldiretti Giovani Impresa Giuseppe Scorrano, che ha ribadito “come l’agricoltura sia una grande opportunità per i giovani, sia in termini economici che di soddisfazione personale. Lo dimostrano i numeri di un concorso che, ogni anno, vede sempre più aziende partecipanti dimostrando che l’agricoltura è un settore vitale e sempre più apprezzato. Anche l’identikit del giovane agricoltore è cambiato. Si tratta di giovani molto spesso laureati che scelgono, non solo per tradizione familiare, di cimentarsi in questo settore. Basti pensare che sono state ben 1200 le domande presentate in occasione dei due bandi pubblicati dalla Regione Abruzzo per il primo insediamento. E’ necessario però – ha aggiunto il delegato – sostenere e supportare in questo percorso chi sceglie di fare l’agricoltore diventando artefice di una rinascita che riguarda l’intera economia regionale”.

 

Riportiamo di seguito i vincitori dell’edizione 2019 dell’oscar green Abruzzo.

 

CAMPAGNA AMICA – salame al luppolo

La vincitrice è Antonella Marrone, 37 anni di Roseto degli Abruzzi, titolare dell’azienda agricola Hopera situata a Roseto degli Abruzzi (TE). E’una azienda che produce e trasforma il luppolo che viene usato per la produzione di birra da cui l’azienda ottiene insoliti derivati. Tra i prodotti particolari che vengono realizzati con il luppolo rigorosamente a chilometro zero c’è il salame al luppolo, in cui sposa il gusto erbaceo del luppolo con la sapidità della carne stagionata, e la marmellata di birra, prelibato accompagnamento per formaggi che è andata sold out in poche settimane.

 

CATEGORIA FARE RETE – NATURAL FASHION ALLO ZAFFERANO

Il vincitore della categoria Fare Rete, l’unica aperta ad aziende non agricole, è Gianluca Nappo, 30 anni, titolare dell’omonima ditta individuale, di L’Aquila. Produce accessori uomo/donna natural fashion colorati con eccellenze enogastronomiche abruzzesi tra cui principalmente zafferano fornito da produttori di Navelli. Non utilizza additivi chimici per cui il risultato è un prodotto ecosostenibile realizzato in maniera artigianale con il massimo rispetto dell’ambiente. Gli unici ingredienti usati sono gli scarti delle produzioni agroalimentari. Tra gli accessori, particolarmente gettonati le scarpe e i foulard, rigorosamente e naturalmente “color oro”.

 

Categoria CREATIVITA’ – LA CIALDA ENERGETICA

Il vincitore della categoria è Davide Assogna, 26 anni, dell’azienda agricola La Collina di Francesca Assogna di Pineto (TE). L’azienda, a gestione familiare, produce un particolare snack a forma di cialda che contiene fiocchi di avena, semi di sesamo, girasole e di lino, noci e mandorle, olio evo, uvetta, pinoli, miele e mosto cotto che conferisce al prodotto una particolare sentore oltre a proprietà antiossidanti. Lo snack, chiamato Cialda energetica a chilometro zero, ha quindi un alto potere energetico presentandosi con una forma curata e particolare.

 

CATEGORIA SOSTENIBILITA’ – SALAME ALLE BUCCE

Il vincitore è Roberto Fracassa della Società agricola Fracassa, 34 anni, di Sant’Egidio alla Vibrata (TE). Produce un particolare salame che, affogato nel vino Montepulciano per 48 ore, viene messo a riposo e confezionato con vinaccie biologiche. Questa procedura consente di conservare il prodotto nel tempo grazie alle sostanze antiossidanti presenti naturalmente nel vino mantenendo il salume morbido e fresco. Caratteristico il sentore e il profumo che richiama gli odori fruttati delle uve tra le più amate nel mondo.

 

CATEGORIA IMPRESA 4.TERRA – AGNELLAIA HI TECH

Il vincitore è Pietropaolo Martinelli, 39 anni, titolare dell’omonima azienda produttrice del Pecorino di Farindola (Pe). Il progetto di innovazione si riferisce alla realizzazione di una stalla per agnelli ad alta tecnologia. La struttura, realizzata dopo il terremoto del 2017 durante il quale morirono oltre 400 agnelli, incarna il senso della rinascita e della volontà di chi vuole riscattarsi dalle conseguenze del sisma. E’ divisa in 4 ambienti a temperatura controllata dotati di camini automatici di estrazione dell’aria per garantire il ricircolo e la salubrità della stalla in cui il singolo agnello viene seguito dalla nascita fino all’accrescimento. L’aria espulsa viene convogliata in un fienile per l’essiccazione del fieno che è  più proteico determinando la maggiore lattazione delle pecore e quindi la maggiore produzione.

 

CATEGORIA NOI PER IL SOCIALE – L’ORTO “SUPER-ABILE”

IL vincitore è Bruno Petrini dell’azienda agricola Il Bruco di Roseto degli Abruzzi. E’ una azienda nata per essere “sostenibile” in ogni suo aspetto, caratterizzata da 85 pezzi di terra coltivati in comune da persone che non si conoscono attraverso un contratto di subaffitto e una fattoria da riciclo creativo ottenuta con il materiale di scarto, altamente ecologica e a basso impatto ambientale. Fiore all’occhiello è poi il giardino aromatico “a misura di carrozzina” con un pavimento di materiale da riciclo che permette al disabile di percorrere e coltivare l’orto “ad apposita altezza” grazie ad appositi “cassoni” rialzati. La categoria Noi per il sociale è l’unica categoria senza limite di età.