Il lockdown light, come quello che stiamo vivendo in questo finale del 2020, ha certamente i suoi inconvenienti, umani ed economici, e non si sa bene dove finiscono i primi e cominciano i secondi: la verità è che si sovrappongono, si fondono assieme, se non hai almeno un reddito di sopravvivenza, per i casi più estremi, allora l’umanità va a farsi benedire anche quella!
Tuttavia ci sono anche dei lati positivi che bisogna cogliere, come l’occasione di passeggiate solitarie, dove non incontri nessuno che ti distragga dall’ammirare paesaggi meravigliosi che altrimenti non avresti notato così attentamente, che non ti avrebbero parlato come ti stanno parlando ora. È l’occasione per tirare fuori il super accessoriato cellulare al top di gamma e sfruttare tutti quei megapixel reclamizzati dalla pubblicità. Tanti ci provano, anche se non tutti con troppo successo. Le istantanee migliori, quelle che parlano, sono quelle di chi ha il momento fortunato o di chi ha dimestichezza con l’obiettivo, come Franco Giuliani, che stamattina posta sui social una immagine del Parco fluviale del torrente Vezzola, il maggiore affluente del Tordino, a Teramo, al di sotto di Ponte San Ferdinando: ci sono tutti i colori del verde, quello ambrato e dorato delle foglie autunnali, il grigio della strada e l’ocra del ponte, la luce del sole che piove da un cielo di un celeste timido, dipinto ad acquerello, e che penetra tra i rami degli alberi fino a rischiarare una pista pedonale ancora deserta alle prime ore del giorno. È un invito a tirarsi giù la mascherina un attimo, a respirare a pieni polmoni per fare rifornimento di ossigeno, e a camminare avanti, nei colori e nella gioia della natura, con ritrovata predisposizione all’ottimismo. E Dio sa se ne abbiamo bisogno!
di Pasquale Felix