“Ritorno al passato” è un film del 2015 di Dominique Farrugia. Parla di due amici che dopo una sbornia si risvegliano in un periodo della loro vita in cui erano giovanissimi, non ancora maggiorenni: ma con la conoscenza e l’esperienza di oggi. Potrebbero cambiare tutto da questa posizione cronologica, dare un altro corso a questo mondo. Un’altra possibilità.

È questa la posizione di Enrico Letta nel panorama politico italiano, principalmente in quello del PD: dopo la sbornia del successo di Renzi, che lo congedò con uno “stai sereno” a modo di sfottò che ormai è diventato un classico, dopo il tentativo fallito di Renzi di riformare una Costituzione coriacea a qualsiasi tentativo di riforma, dopo il “me ne vado, non me ne vado” dell’ex sindaco fiorentino, dopo i falliti governi giallo-verde e giallo-rosso, dopo il fallimento di una democrazia che non riesce ad esprimere una maggioranza di governo, dopo il commissariamento di un tecnocrate come Draghi che assume tutti al governo, o quasi tutti, perché nessuno abbia a comandare più degli altri, ovvero perché nessuno abbia a comandare più del suo ufficio, dopo questo panorama di immobilismo, il ritorno al passato è il miracolo del violino che suona un canone inverso, come nel romanzo di Paolo Maurensig. Riuscirà Enrico Letta a ripartire dal punto di “deviance” del PD, a tracciare un percorso diverso che il partito più grande della sinistra dovrà percorrere, se non vorrà implodere?

 

di  Pasquale Felix