TERAMO – “In merito alle polemiche che si stanno sollevando in questi giorni sulle tante installazioni di antenne di telefonia mobile, essendo stato per la nostra Città il primo (ed unico) Assessore ad occuparsi realmente della complicata materia dell’elettrosmog, arrivando all’approvazione in Consiglio Comunale (nella seduta del 09-04-2013) del regolamento per le stazioni radio base di telefonia mobile (meglio conosciuto come ‘piano antenne’), mi permetto di intervenire sull’argomento fornendo alcuni dettagli utili al dibattito e, soprattutto, a chi oggi in Amministrazione evidentemente non ha mai letto il vigente regolamento.
Premesso che la normativa sovracomunale che regola le installazioni delle antenne di telefonia mobile è molto sbilanciata a favore dei gestori, limitando e non di poco i margini di intervento parte dell’Ente comunale, lavorammo al piano antenne cercando di mettere in campo tutte quelle azioni possibili per tutelare la salute dei cittadini. Spesso scontrandoci, anche in maniera importante, con le lobby e gli interessi che gravitano intorno alle ‘antenne’. Il piano – da noi allora redatto e tutt’ora in vigore – fu concertato coi i cittadini stessi, prima ancora che con i gestori. I cittadini ebbero la possibilità di lavorare e concertare con noi la stesura del piano, producendo le loro preziose osservazioni (e questo è un reale esempio di democrazia partecipata, tanto sbandierata da questa Amministrazione ma mai messo in pratica).
Il piano antenne – del quale ero relatore – fu approvato all’unanimità in consiglio comunale e faceva assoluto divieto di installazioni di nuove antenne sui siti di proprietà del Comune di Teramo. Inoltre, prevedendo già una rapida evoluzione della tecnologia (per esempio all’epoca dell’approvazione del piano in consiglio non esisteva il 5g, vero oggetto del contendere odierno), fu inserito il vincolo per l’amministrazione di aggiornare ogni anno in Consiglio Comunale il regolamento delle antenne insieme ai piani di sviluppo dei gestori di telefonia mobile, che l’amministrazione deve richiedere annualmente. Ricordo a tutti, ed in particolar modo all’attuale Assessore all’Ambiente, che quel piano approvato nell’aprile del 2013 è tutt’ora in vigore.
Sono tante le limitazioni ed accorgimenti che il regolamento prevede ai quali questa amministrazione non ha dato mai seguito, rendendola di fatto inadempiente:
- L’art. 10 del piano prevede che i gestori di telefonia mobile presentino annualmente i loro piani di sviluppo;
- L’art. 17 prevede la costituzione di un tavolo istruttorio intersettoriale presieduto dal Dirigente dell’ufficio ambiente, composto da rappresentati del Suap, ufficio urbanistico e patrimonio, il quale deve esaminare i piani di sviluppo di cui sopra e preparare la revisione del piano per il consiglio comunale;
- All’art. 18 si costituiva il “catasto delle antenne”, dove veniva pubblicata e liberamente consultabile dai cittadini ogni installazione di antenna;
- Con l’art. 21 si instituiva un apposito albo dei tecnici misuratori, i quali, almeno una volta l’anno, venivano incaricati per dei controlli a sorpresa per il monitoraggio dei campi elettromagnetici;
- All’art. 22 e 23 sono previsti importanti strumenti per la partecipazione dei cittadini, instituendo anche una casella di posta elettronica a loro dedicata, che se non ricordo male era la seguente: pianoantennepartecipato@comune.teramo.it.
Questi sono solo un esempio di tutto quello che il piano antenne approvato in Consiglio prevede e che questa Amministrazione non ha mai preso in considerazione, vanificando un gran lavoro fatto insieme agli uffici, i consiglieri comunali tutti (i quali ebbero modo attraverso le commissioni di partecipare e portare il loro prezioso contributo alla redazione del piano) ed i cittadini, che con le loro osservazioni ci aiutarono a meglio comprendere le loro preoccupazioni e come intervenire per renderli partecipi e costantemente informati.
Concludo il comunicato tornando a sottolineare che comunque, in attesa di revisione del piano è in vigore quello approvato ad aprile 2013, pertanto corre l’obbligo chiedere all’Sindaco ed Assessore competente:
- sono stati richiesti e pubblicati annualmente i piani di sviluppo dei gestori di telefonia mobile?
- Avete mai convocato il tavolo istruttorio intersettoriale per adempiere a quanto previsto dal piano?
- Il catasto delle antenne è puntualmente aggiornato e facilmente consultabile da parte dei cittadini?
- Sono state fatte le misurazioni annuali a sorpresa sulle antenne e pubblicato il relativo report?
- La casella di posta elettronica dedicata e tutti gli strumenti di democrazia partecipata che furono attivati sono ancora in funzione?”
Rudy Di Stefano