È morto Fulco Pratesi. Figura storica dell’ambientalismo italiano, ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per l’ecologismo e le politiche ambientali.

Nato a Roma il 6 settembre 1934, si è laureato in architettura all’università La Sapienza nel 1960. Nel 1966 fonda l’Associazione Italiana per il World Wildlife Fund (vecchio acronimo del WWF), oggi nota come WWF Italia, ne diventa vicepresidente nel 1970 e poi presidente dal 1979 al 1992 e dal 1998 al 2007. Dal 1975 al 1980 è anche presidente della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli).

Dal marzo 1995 al 2005 ha ricoperto la carica di Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo e nel 2023 è stato nominato Ambasciatore del Parco Gran Sasso e Monti della Laga nel mondo.

Il messaggio del WWF Abruzzo: Fulco Pratesi, 90 anni compiuti 5 mesi fa, fondatore del WWF Italia e pioniere del movimento ambientalista in Italia si è spento oggi a Roma. Architetto, giornalista, autore, disegnatore, fondatore del WWF Italia di cui è stato a lungo Presidente oltre che esempio vivente di ecologismo attivo, Fulco Pratesi è stato la guida per un’intera generazione di naturalisti. È stato anche parlamentare dal 1995 al 1997 con i Verdi e Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise dal 1995 al 2005. Nel 2020 l’Università di Palermo gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Biodiversità e biologia ambientale. Era Presidente onorario del WWF Italia e Direttore Responsabile dello storico magazine Panda sin dalla sua fondazione. Il suo contributo è stato attivo fino all’ultimo.

Fondamentale il suo contributo alla definizione e approvazione di leggi fondamentali per la tutela della natura italiana, dalla legge 157 sulla fauna a quella sui parchi del 1991. Ma il suo orgoglio più grande erano le oltre 100 Oasi del WWF che amava e conosceva una per una. Fulco Pratesi ha reso migliore il nostro Paese per tutti questi motivi e tanti altri, a cominciare dalla grande vocazione alla divulgazione: storico collaboratore del Corriere della Sera, ha pubblicato una dozzina di libri e curato decine di pubblicazioni anche per ragazzi, trasmettendo la sua grande passione per piante e animali a milioni di italiani attraverso testi accattivanti e disegni dal tratto unico.

Nel suo studio di architetto, nel 1966, nacque il WWF Italia, con poche risorse e tanto entusiasmo. Entusiasmo che è rimasto sempre stato il suo tratto distintivo fino agli ultimi giorni della sua vita. Seppe fare quello che solo i grandi sanno fare: trasformare un sogno per pochi (la protezione della natura in Italia, la tutela di animali allora braccati come lupi e orsi) in una realtà consolidata. Con un vero e proprio atto di coraggio, con pochi soldi in cassa (i primi soci si erano autotassati), la prima azione del neonato WWF Italia fu quella di acquisire i diritti di caccia della laguna di Burano, dando il via alla nascita dell’Oasi di protezione e del “modello Oasi”, che contraddistingue il WWF Italia dagli altri WWF nel mondo. Oggi le aree gestite o di proprietà sono oltre 100 e proteggono circa 27.000 ettari di natura.

“Fulco conosceva e amava profondamente l’Abruzzo – aggiunge Filomena Ricci, delegata WWF Abruzzo – ogni volta che poteva visitava le Oasi della nostra Regione e non faceva mai mancare il suo supporto e la sua vicinanza a tutto il WWF Abruzzo, le sue erano (e sono) sempre parole di apprezzamento e appoggio. Tutto il WWF si sente figlio di questo grande uomo e oggi sente un’immensa perdita, l’eredità culturale che lascia alla nostra Associazione è enorme e la custodiremo con cura, continueremo a difendere quanto fatto negli anni passati e a immaginare nuovi scenari e nuove visioni per mettere sempre al centro, come faceva Fulco, l’amore per la natura”.

Il WWF Italia piange la scomparsa del suo padre fondatore e si stringe con commozione alla famiglia Pratesi: i figli Isabella, Carlo Alberto, Francesco e Olympia e tutti i suoi nipoti.